Brasile, la sfida resta aperta: Bolsonaro avanti, Lula cerca la rimonta
Il primo turno non assegna la presidenza: Flávio Bolsonaro precede Lula e il 25 ottobre i due si contenderanno il risultato decisivo.
Il Brasile dovrà attendere il 25 ottobre per conoscere il suo prossimo presidente. Nessuno dei candidati ha superato la soglia del 50% dei voti validi, così la corsa si riduce alla sfida tra Luiz Inácio Lula da Silva e Flávio Bolsonaro, separati al primo turno da circa 2,5 milioni di preferenze.
Con l’affluenza arrivata al 79%, il senatore di destra ha raccolto circa il 47% dei consensi, mentre il presidente uscente si è fermato intorno al 45%. Lo scrutinio, oltre il 99%, ha confermato un confronto molto più equilibrato del previsto e consegnato a Bolsonaro una posizione di vantaggio in vista del voto decisivo.
Lula punta tutto sul secondo turno
Lula ha riconosciuto di aver sperato in una vittoria immediata, ma ha ricordato che in diverse precedenti elezioni il risultato si è deciso soltanto nella fase conclusiva. Commentando l’esito del voto, ha detto: «La democrazia ci ha dato una lezione, al ballottaggio ci sarà la prova del nove».
Il presidente ha poi rivendicato la propria esperienza nelle sfide senza appello: «Sono molto bravo nei turni a eliminazione diretta». Secondo Lula, le prossime settimane serviranno a mostrare «il vero volto del Brasile di oggi» e a chiarire quale direzione il Paese intenda scegliere.
Bolsonaro rivendica il vento del cambiamento
Flávio Bolsonaro ha interpretato il primo posto come il segnale di una domanda di svolta da parte degli elettori. Parlando davanti alla sua abitazione a Brasilia, il senatore del Partito Liberale si è detto soddisfatto dei quasi 56 milioni di voti ottenuti e ha sostenuto che il Brasile non riesca più a proseguire sulla strada attuale.
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«La parola d’ordine è cambiamento, il Brasile non ce la fa più e sono molto soddisfatto», ha dichiarato. Bolsonaro ha inoltre parlato della conclusione dell’epoca del Partito dei Lavoratori, collegando quella fase a numeri record di donne uccise, cittadini indebitati e imprese costrette a chiudere.
Un duello segnato dal passato
Il confronto del 25 ottobre arriva dopo una campagna caratterizzata dal peso della precedente sfida tra Lula e Jair Bolsonaro. Nel 2022 l’attuale presidente aveva battuto di stretta misura l’ex capo dello Stato, padre di Flávio Bolsonaro.
Jair Bolsonaro sta scontando una condanna a 27 anni di carcere agli arresti domiciliari. La sentenza riguarda il complotto con cui avrebbe tentato di rovesciare il risultato di quelle elezioni e impedire a Lula di assumere la presidenza.
Ora il figlio del leader di destra sostiene di essere l’unico candidato ad aver promesso di non cercare un secondo mandato e afferma di puntare su una sola esperienza alla guida del Paese. Lula, invece, dovrà recuperare lo svantaggio iniziale e convincere gli elettori degli altri candidati a sostenere la sua proposta.
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