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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Sfratti, il dato che pesa: 21.337 esecuzioni nel 2024

La morosità resta il principale motivo dei provvedimenti, ma tra proprietari e inquilini sono frequenti anche accordi, riconsegne spontanee e ricorso alle garanzie.

La perdita dell’alloggio non è sempre l’esito immediato di un affitto non pagato. Nel 2024, infatti, la gestione della morosità ha seguito percorsi diversi, mentre gli sfratti realmente portati a termine sono stati 21.337. Il quadro emerge dall’analisi dell’Ufficio studi di SoloAffitti sui dati nazionali.


Il debito cambia strada

Secondo la rilevazione sulle locazioni, il 43% delle situazioni di morosità sfocia nell’avvio di una procedura di sfratto. In un numero significativo di casi, però, proprietario e inquilino arrivano a una soluzione senza attendere la conclusione dell’iter giudiziario.

Il 33% delle risposte indica un’intesa diretta per lasciare l’immobile, mentre nel 17% dei casi l’abitazione viene riconsegnata spontaneamente nonostante restino somme da versare. Il ricorso a una garanzia o a una polizza riguarda invece il 7% delle situazioni. La restituzione delle chiavi, quindi, non significa necessariamente che il debito sia stato estinto.


Canoni e controlli non bastano

L’indagine mostra anche la distanza tra il costo delle abitazioni e le possibilità economiche degli inquilini: per il 37% di loro, trovare un affitto compatibile con il proprio bilancio rappresenta uno degli ostacoli principali. Dal lato dei proprietari, il 74% afferma di avere maturato crediti per canoni rimasti insoluti nel corso delle proprie esperienze di locazione.

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La capacità reddituale è il criterio scelto dal 78% dei proprietari nella selezione degli aspiranti inquilini. Una verifica preventiva, tuttavia, non esclude che in seguito possano emergere difficoltà nel pagamento. «Lo sfratto è il punto di arrivo di una situazione che va affrontata molto prima», ha osservato Silvia Spronelli, amministratrice delegata di SoloAffitti, sottolineando la necessità di sostegni rapidi per le famiglie in difficoltà e di strumenti capaci di proteggere la regolarità dei versamenti.


Oltre 40mila decisioni giudiziarie

I tribunali hanno emesso nel 2024 più di 40mila provvedimenti di sfratto. Circa il 75% è riconducibile alla morosità o ad altre cause. Nello stesso periodo gli ufficiali giudiziari hanno ricevuto 81.054 richieste di esecuzione, comprese quelle relative a provvedimenti emessi negli anni precedenti.

Rispetto al 2023, il numero complessivo dei provvedimenti è salito di circa il 2%, mentre quelli legati alla morosità o ad altre motivazioni sono scesi del 2,2%. Le richieste di esecuzione hanno registrato un incremento vicino al 10%, a fronte di un numero di sfratti eseguiti rimasto sostanzialmente stabile. Le statistiche disponibili non permettono di stabilire quali siano le cause specifiche delle difficoltà economiche che generano la morosità.

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