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Attualità 2 min di lettura4 ore fa

Soldati e minori detenuti: la doppia linea di Nordio dopo i cortei

Il ministro difende l’impiego dell’esercito nei servizi di presidio e annuncia interventi per aumentare i posti disponibili nelle strutture penali minorili

L’impiego dei militari nelle attività di controllo del territorio, secondo Carlo Nordio, non coincide con un rafforzamento armato della risposta alle proteste. Il ministro ha ricordato che l’esercito può affiancare le forze dell’ordine nei servizi statici, liberando polizia e carabinieri per gli interventi che richiedono specifiche funzioni operative.

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Il ruolo dei militari resta circoscritto

Intervistato da Sky Tg24, Nordio ha spiegato che nelle pattuglie miste l’attività di polizia e quella giudiziaria rimangono affidate all’agente, mentre i due militari contribuiscono alla sicurezza e possono intervenire in caso di reazioni fisiche. La loro presenza, ha aggiunto, non rappresenta una novità degli ultimi giorni, ma rientra in un modello già utilizzato da tempo.

Il ministro ha escluso l’ipotesi di un impiego dell’esercito con armi pesanti contro i manifestanti. «Può sostituire la polizia, i carabinieri, la guardia di finanza e anche la polizia giudiziaria in genere in quelle attività di presidio dove non è necessario essere ufficiali di polizia giudiziaria», ha affermato, chiarendo così il perimetro delle funzioni assegnate ai militari.


Nordio difende il nuovo decreto

Sul provvedimento collegato ai cortei, il Guardasigilli ha respinto l’accusa di voler comprimere la libertà di manifestazione. La norma, nella sua ricostruzione, tutela chi protesta senza ricorrere alla violenza e distingue il dissenso, anche acceso, dalle condotte penalmente rilevanti.

«Il dissenso può e deve esprimersi anche in forma vivace ma non può mai tradursi in devastazione e saccheggio», ha detto Nordio. Il riferimento è alle conseguenze degli episodi di disordine verificatisi a Milano e in altre città durante il fine settimana precedente.

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Carceri minorili, posti da aumentare

Nel frattempo, il ministro ha affrontato anche la situazione degli istituti destinati ai ragazzi arrestati. Nordio ha parlato di una pressione senza precedenti legata a numerosi fermi di minorenni e ha riconosciuto che la rete penitenziaria per questa fascia d’età dispone oggi di spazi insufficienti.

«Una serie di arresti massicci nei confronti di minori non era mai avvenuta», ha dichiarato il ministro, sostenendo che nei casi di violenza più grave può rendersi necessario il trasferimento dietro le sbarre. La questione è stata discussa in una riunione tenuta il giorno precedente, con l’obiettivo di individuare soluzioni immediate.


Possibili spazi negli istituti per adulti

Tra le ipotesi esaminate figura l’utilizzo di una parte delle strutture penitenziarie normalmente riservate ai maggiorenni. L’eventuale assegnazione di questi settori ai minori dovrebbe avvenire attraverso accordi specifici, così da rispondere alla carenza di posti senza limitarsi alle sole strutture giovanili.

Un’altra strada indicata da Nordio consiste nel destinare le risorse disponibili all’ampliamento della capienza degli istituti minorili. Il ministro ha tuttavia parlato di finanziamenti limitati, elemento che rende necessario valutare entrambe le soluzioni per gestire l’aumento degli arresti.

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