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Attualità 2 min di lettura29 min fa

Decathlon di Milano, due versioni davanti alla gip: cosa rischiano

Un 21enne è ai domiciliari, mentre un 18enne resta in carcere dopo il saccheggio del negozio durante gli scontri del 18 ottobre.

Il destino giudiziario dei due giovani arrestati per l’assalto al Decathlon di piazza Cairoli è diverso: il 21enne sconterà i domiciliari, mentre per il 18enne arrivato dalla Svizzera è stata disposta la custodia in carcere. Al centro dell’ordinanza ci sono le loro dichiarazioni, ma anche il timore per il ruolo dei social nel coinvolgimento di ragazzi sempre più giovani nelle violenze.

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Il diciottenne resta in carcere

Secondo la ricostruzione della gip Maria Idria Gurgo di Castelmenardo, il 18enne avrebbe raggiunto Milano appositamente dalla Svizzera per prendere parte ai disordini. Durante l’interrogatorio avrebbe ammesso di sapere che il contesto poteva degenerare, sostenendo però di essere entrato in azione «per curiosità e spinto dall’euforia».

La giudice ha rilevato l’assenza di segnali di pentimento e ha considerato insufficiente la consapevolezza mostrata dal ragazzo rispetto alla gravità dei fatti. Nell’ordinanza viene descritto come una persona violenta, potenzialmente esposta al rischio di cercare con facilità nuove occasioni per danneggiare altri. Per questo, al momento, è stata confermata la permanenza in carcere.


Il 21enne ai domiciliari

Diversa la valutazione per il 21enne milanese, incensurato, che avrebbe partecipato all’irruzione nel punto vendita con il volto coperto. Davanti alla giudice ha spiegato il proprio comportamento con il desiderio di «sentirmi vivo e provare emozioni» e avrebbe ammesso di aver sottratto un accappatoio e una salvietta da bagno.

Dopo l’arresto, avvenuto domenica, il giovane era già stato collocato nella propria abitazione. La gip ha mantenuto questa misura considerando la presenza della famiglia e la possibilità di proseguire i percorsi di cura avviati per precedenti problemi psichiatrici. Per lui, dunque, non è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

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L’allarme sui raduni organizzati online

L’ordinanza dedica inoltre ampio spazio alla funzione delle piattaforme social nell’organizzazione delle proteste. Secondo la gip, la mobilitazione di gruppi numerosi di adolescenti e giovanissimi può trasformarsi in un «detonatore esponenziale di violenza», soprattutto quando la rete favorisce il coordinamento di iniziative caratterizzate da comportamenti insurrezionali.

In prospettiva, per il 18enne potrebbe essere presa in considerazione una misura meno severa, ma soltanto a condizioni precise: un ambiente familiare ritenuto adeguato e controlli capaci di impedirgli di ristabilire, attraverso i social, i rapporti con la rete che organizza le manifestazioni.


Il bilancio degli scontri a Milano

Le decisioni della gip arrivano dopo gli episodi di violenza e i saccheggi verificatisi nel centro di Milano il 18 ottobre. In quella sola giornata, le forze dell’ordine hanno accompagnato in questura 271 persone, 220 delle quali minorenni.

Gli arresti complessivi sono stati 32, compresi 23 minorenni. Nel corso degli interventi sono rimasti feriti anche 14 agenti.

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