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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Sla, la sfida di Matteo Materazzi: una cura per i figli

Ospite di Verissimo, il fratello di Marco ha raccontato la diagnosi, il protocollo negli Stati Uniti e il ruolo decisivo della moglie Maura.

Per Matteo Materazzi la sperimentazione avviata negli Stati Uniti non rappresenta soltanto una possibilità personale. La sua forma rara di sclerosi laterale amiotrofica è di origine genetica e il suo obiettivo è contribuire a trovare una soluzione che possa proteggere anche i figli. «La cura non serve a me, serve ai nostri figli», ha spiegato durante l’intervista a Verissimo del 25 ottobre.

La diagnosi è arrivata nel settembre 2024, quando Matteo aveva 50 anni. Da allora la sua vita è cambiata, ma l’ex calciatore ha scelto di raccontare pubblicamente la malattia, le difficoltà quotidiane e il percorso terapeutico intrapreso oltre oceano.

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La sperimentazione accende una cauta speranza

Per raggiungere gli Stati Uniti, Materazzi ha potuto contare sul sostegno di amici e di una raccolta fondi promossa dalla moglie Maura Soldati. Il trattamento è personalizzato e, per ottenere l’accesso al protocollo, è stato necessario attendere circa un anno. Matteo è stato il primo paziente a sottoporsi a questa procedura.

Dopo il viaggio, la famiglia ha osservato un rallentamento dell’evoluzione della malattia. Maura ha comunque invitato alla prudenza: non vengono alimentate certezze né promesse, perché il percorso è ancora sperimentale. L’auspicio è aprire una strada che renda la terapia disponibile anche senza dover affrontare un viaggio negli Stati Uniti.

Materazzi ha definito la Sla «una malattia infame» e ha raccontato quanto sia difficile assistere alla perdita progressiva delle proprie capacità. La sua preoccupazione più grande, tuttavia, riguarda il futuro dei figli: trattandosi di una patologia genetica, teme che un giorno possa interessare anche loro e vorrebbe che la ricerca disponesse di strumenti più efficaci per contrastarla.


Maura e il ritorno alla famiglia

Accanto alla questione medica c’è quella personale. Matteo e Maura, insieme da circa 30 anni, avevano attraversato una separazione proprio nel periodo in cui lui si è ammalato. Lui ha ricordato di aver vissuto anche una fase depressiva e ha attribuito alla moglie la forza necessaria per riportarlo nella vita familiare: «Lei ha avuto la forza di farmi tornare».

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Maura ha raccontato che la malattia li ha portati a riscoprire il legame, nonostante la sofferenza. Per lei Matteo resta la sua famiglia e, nel momento più duro, sono emersi anche aspetti positivi del loro rapporto.


Una vita legata al calcio

Fratello di Marco Materazzi, ex difensore dell’Inter e della Nazionale campione del Mondo nel 2006, Matteo ha avuto a sua volta un passato nel calcio. La sua carriera da giocatore si è fermata alle presenze in Serie C, ma dopo aver smesso di giocare è rimasto nel settore come agente di calciatori.

Sul rapporto con Marco, nei mesi successivi alla notizia della diagnosi, erano circolate domande e indiscrezioni. Maura aveva chiarito che anche il fratello si stava impegnando per sostenerlo. Matteo, parlando in precedenza del loro rapporto, aveva spiegato che le tensioni erano nate per motivi banali e che entrambi stavano cercando di recuperare il tempo perduto.

Nonostante la malattia, Matteo prova a mantenere una quotidianità attiva. Ha raccontato di avere la mente lucida, di lavorare quando le condizioni glielo consentono e di voler continuare a vivere con il sorriso. Gli ospedali, però, restano un luogo particolarmente doloroso, soprattutto quando incontra bambini colpiti da una patologia simile alla sua.

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