Serbia al voto, affluenza record: la sfida che può cambiare tutto
Code ai seggi e numeri oltre le attese: la Lista degli Studenti tenta di fermare Vučić, mentre i sondaggi restano divisi sull’esito delle urne
La partecipazione al voto serbo ha già superato le attese: alle 17 aveva votato il 60,9% degli aventi diritto, contro il 58% raggiunto complessivamente nel 2023. Il dato rende possibile un nuovo record di affluenza, mentre il Paese attende in serata le prime proiezioni e i risultati delle elezioni parlamentari anticipate.
Circa 6,5 milioni di cittadini sono stati chiamati a scegliere i 250 componenti dell’Assemblea. I seggi sono rimasti aperti dalle 7 alle 20. La consultazione mette di fronte il Partito Progressista Serbo guidato da Aleksandar Vučić e la Lista degli Studenti, nata dopo le proteste per la tragedia di Novi Sad.
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Il voto cresce e aumenta l’incertezza
Il balzo rispetto alla precedente tornata è apparso evidente già a mezzogiorno, quando aveva votato il 34,5% degli elettori. Nello stesso momento, alle elezioni del dicembre 2023, la partecipazione si era fermata al 21,3%.
Le lunghe file osservate in numerosi seggi hanno accompagnato una giornata segnata da un’affluenza che potrebbe superare il 60%, soglia che in Serbia non veniva oltrepassata da almeno vent’anni. Nel 2023, il dato finale era stato del 58%, mentre un’altra rilevazione riferita a quella consultazione indica il 58,5%.
Le prime indicazioni sul risultato sono attese dopo la chiusura dei seggi, in serata. A rendere difficile ogni previsione contribuisce anche la quota degli indecisi, stimata tra l’11% e il 16%.
Studenti contro la macchina di Vučić
La Lista degli Studenti è il risultato politico delle manifestazioni seguite al crollo di una pensilina nella stazione di Novi Sad, nel 2024. Nell’incidente morirono 16 persone. Il movimento, privo di un leader formale, ha presentato una lista composta da 250 candidati, tra professori, scienziati, attori e attivisti.
Dall’altra parte c’è Vučić, presidente uscente e figura dominante del Partito Progressista Serbo, che ha convocato il voto anticipato per cercare di mantenere il controllo del governo. L’accademico serbo Filip Balunović ha sintetizzato così la portata della sfida: «Gli studenti hanno sfidato la macchina del potere. E, per quanto possa sembrare sorprendente, potrebbero vincere».
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Numeri discordanti sulla possibile vittoria
Le rilevazioni disponibili non restituiscono un quadro uniforme. L’unico sondaggio diffuso a ottobre da New Serbian Political Thought assegna il 44,5% alla lista studentesca e il 42,7% a Serbia Unita, mentre Ipsos colloca Vučić al 47% e gli studenti al 40%.
Secondo queste stime, nessuno dei due principali schieramenti avrebbe comunque la forza per raggiungere da solo la maggioranza assoluta dei voti e dei seggi. Il risultato potrebbe quindi dipendere dagli alleati e dalla distribuzione finale dei 250 posti in Parlamento.
Segnalazioni e tensioni ai seggi
La giornata elettorale è stata accompagnata da denunce di irregolarità e episodi di violenza. A Kladovo, un esponente dell’opposizione nella commissione elettorale locale ha riferito che le richieste di voto domiciliare sarebbero aumentate da 115 a 460, senza che fosse stato certificato un impedimento per gli interessati.
A Doljevac, nel sud del Paese, circa trenta persone descritte come ostili sarebbero entrate in un seggio e avrebbero aggredito alcuni presenti. Altri episodi, con l’uso di spray al peperoncino, sono stati segnalati a Zvezdara, a Belgrado, e a Pančevo.
Il presidente della Commissione elettorale, Vladimir Dimitrijević, ha invece sostenuto durante uno dei briefing periodici che nella maggior parte dei seggi le operazioni procedevano regolarmente. Ha attribuito le difficoltà iniziali soprattutto agli assembramenti davanti ai centri di voto e all’avvio delle procedure interne, precisando che tutti i seggi risultavano poi aperti.
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