4.000Lettori online ora
Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Sinner, il dubbio resta: Barazzutti chiede chiarezza sul rientro

L’ex capitano di Davis difende il numero uno italiano e invita il suo staff a spiegare meglio la situazione fisica dopo le rinunce a Pechino e Shanghai.

L’assenza di Jannik Sinner non ha cancellato il peso del tennis italiano, anche se la sua presenza cambia inevitabilmente il livello delle aspettative. Corrado Barazzutti resta fiducioso sul ritorno del numero uno azzurro e invita a non mettere in discussione il suo valore dopo uno stop così lungo.

Nel frattempo, Berrettini, Cobolli e Arnaldi hanno mostrato segnali positivi in Asia, mentre Musetti è stato condizionato dalla sfortuna. Per l’ex capitano di Coppa Davis, il rendimento della squadra non dipende soltanto dall’assenza di Sinner: il suo rientro, però, darebbe all’intero movimento una spinta diversa.


La fiducia nel campione non cambia

Barazzutti considera particolare questa pausa, perché Sinner non ha potuto prepararsi con la continuità desiderata. Il tempo lontano dalle gare può aver inciso sul ritmo, ma non sarebbe sufficiente per ridimensionare un giocatore che ha già dimostrato il proprio valore ai massimi livelli.

«Ritroveremo il campione di sempre, competitivo», ha affermato l’ex tennista. A suo giudizio, Sinner rimane una risorsa di primo piano per l’Italia e per il tennis internazionale: proprio per questo, le difficoltà del momento non devono alimentare dubbi sulle sue qualità.


Prima la salute, poi il calendario

L’ipotesi di un problema psicologico viene respinta da Barazzutti, convinto che all’origine dello stop ci sia una condizione fisica non ancora completamente risolta. In una situazione simile, secondo l’ex capitano azzurro, rallentare è una scelta ragionevole: forzare il rientro rischierebbe di complicare ulteriormente il recupero.

Tra gli appuntamenti possibili figurano il Six Kings Slam di Riad, l’Atp di Vienna e le Atp Finals di Torino. Barazzutti ritiene che, se necessario, Sinner debba anche rinunciare all’impegno saudita per proteggere la propria salute. Sull’eventualità di un intervento, ricorda la propria esperienza con l’epicondilite e sottolinea che l’obiettivo deve essere evitarlo, ma la decisione finale spetta al medico.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Il silenzio alimenta le ipotesi

La gestione delle informazioni da parte dello staff è il punto che convince meno Barazzutti. L’ex capitano comprende la tutela della riservatezza, ma osserva che l’assenza di indicazioni precise lascia spazio a ricostruzioni e preoccupazioni difficili da controllare.

«Basterebbe un medico che spiegasse il problema fisico e come si dovrà curare», ha detto nell’intervista. Una comunicazione più chiara, a suo parere, permetterebbe di proteggere meglio lo stesso Sinner, evitando che ogni rinuncia diventi l’occasione per nuove speculazioni.


Pechino e Shanghai restano rinviati

Il forfait al torneo di Pechino è stato seguito da quello al Masters 1000 di Shanghai, confermando che il ritorno in campo non è ancora definito. Tra i due appuntamenti c’era soltanto una settimana: per Barazzutti, se la condizione non era sufficiente per il primo torneo, sarebbe stato difficile pensare a un recupero completo in tempi tanto brevi.

Sinner è fermo da oltre cento giorni e la sua programmazione resta legata all’evoluzione del problema fisico. La priorità indicata da Barazzutti non è quindi fissare una data a tutti i costi, ma consentire al giocatore di tornare soltanto quando sarà davvero pronto.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere