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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Mortara, il conto della mensa finisce nel piatto dei bambini

Il Comune conferma la misura per le famiglie con oltre 50 euro di arretrati, mentre opposizione e sindacati denunciano una pressione esercitata sugli alunni

«I debiti e le situazioni critiche degli adulti si affrontano tra adulti. I bambini si proteggono e basta». Con queste parole Elena Bonetti ha contestato la decisione adottata a Mortara, in provincia di Pavia, dove ai figli delle famiglie morose viene servita soltanto pasta in bianco. L'ex ministra ha definito il provvedimento «un modo meschino di ragionare» e ha accusato l'amministrazione di coinvolgere i minori nella riscossione dei crediti.


La protesta arriva in Parlamento

La scelta del Comune ha provocato la reazione di Cgil, Cisl e Uil, che contestano soprattutto il metodo utilizzato per affrontare gli insoluti. Secondo i sindacati, le difficoltà economiche dei genitori non dovrebbero trasformarsi in un elemento riconoscibile dai bambini all'interno della scuola.

Sul caso potrebbe aprirsi anche un confronto istituzionale a livello nazionale. Azione ha infatti annunciato un'interrogazione parlamentare indirizzata al ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, portando la vicenda oltre i confini della città lombarda.


Il Comune difende la linea scelta

A sostenere la misura è il sindaco civico Fabio Farina, secondo cui nessun alunno viene lasciato senza pasto. Il provvedimento riguarda i nuclei familiari che hanno accumulato più di 50 euro di mancati versamenti per il servizio mensa.

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L'amministrazione ritiene che la strategia stia producendo effetti sui conti ancora da recuperare. Il valore complessivo degli arretrati, spiega il Comune, sarebbe sceso da circa 33mila euro registrati ad agosto agli attuali 26mila.


Arretrati sotto osservazione

Farina ha riferito che, quando un bambino manifesta il proprio disagio per il pasto ricevuto, i genitori contattano gli uffici comunali. A suo giudizio, questo contatto rappresenta un cambiamento rispetto al passato, quando le famiglie non si rivolgevano all'amministrazione.

Nonostante le critiche, Mortara ha scelto di mantenere in vigore la disposizione. Gli insoluti continueranno a essere verificati nelle prossime settimane, mentre resta aperto il confronto sull'opportunità di collegare la situazione debitoria degli adulti al trattamento riservato ai figli durante la mensa scolastica.

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