Einaudi e il libro nella cesta: il mistero dello scrittore senza volto
Un giovane insegnante, respinto per anni dagli editori, ha affidato il suo romanzo a una trovata anonima diventata virale e ora divide il mondo letterario.
Per dieci anni ha incassato rifiuti, poi ha deciso di consegnare il suo romanzo senza nome, senza numero di telefono e senza mostrarsi. Oggi Abbiatene cura, accolto da Einaudi nella collana Unici, è al centro di un caso editoriale che ha incuriosito i lettori e irritato alcuni scrittori esclusi dalla casa editrice.
L’autore si presenta come “Autore del XXI secolo” e difende una scelta radicale: restare nell’ombra per proteggere la propria libertà creativa. È un giovane insegnante, forse originario di Torino, e comunica soltanto attraverso messaggi di posta elettronica o filmati con il volto coperto.
Una consegna diventata caso letterario
La scena risale al 27 novembre 2025. L’uomo raggiunse la sede Einaudi di via Biancamano, a Torino, lasciò davanti all’ingresso una cesta contenente il manoscritto e un biglietto con poche parole: «Abbiatene cura. Autore del XXI secolo». Subito dopo suonò il campanello e si allontanò, evitando qualsiasi contatto diretto.
Il filmato dell’azione era stato pubblicato su Instagram, ma all’inizio aveva ricevuto poca attenzione. Quasi un anno più tardi la casa editrice lo ha rilanciato sui propri canali, facendo esplodere l’interesse attorno alla vicenda e portando migliaia di utenti a occuparsene. Da quel momento il progetto dell’insegnante ha assunto una dimensione pubblica, pur mantenendo completamente nascosta la sua identità.
Il romanzo che ha convinto Einaudi
Abbiatene cura segue un trentenne che vive con il gatto Apollinaire all’interno di una realtà artificiale. La tecnologia lo circonda, ma non attenua la solitudine del protagonista, segnata anche dalla lontananza dell’ex compagna e ambientata nella Torino dei primi anni Duemila.
Il libro entra così nei pensieri del personaggio, tra fissazioni, riflessioni e deviazioni mentali. Einaudi ha scelto di pubblicarlo per l’impatto del testo, definito dalla redattrice Dalia Oggero intenso, inquietante e lucido. La decisione ha però provocato il malcontento di altri autori, che avevano ricevuto un rifiuto per i propri romanzi e hanno contestato il peso dato alla trovata promozionale.
Dieci anni di rifiuti e una strategia diversa
Prima di arrivare a Einaudi, l’autore aveva completato tre libri senza riuscire a ottenere la pubblicazione per un decennio. Per il quarto testo ha quindi scelto di trasformare l’anonimato in uno strumento operativo, affidando alla cesta, al biglietto e al video il compito di attirare attenzione sul manoscritto.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
In uno scambio di posta elettronica ha spiegato che dietro il nome scelto non c’è un personaggio costruito per alimentare il mistero, ma una persona che vuole sottrarsi alle regole della notorietà. La sua convinzione è che l’esposizione pubblica possa spostare il giudizio dall’opera alla figura dell’autore.
Perché non vuole mostrarsi
Secondo il giovane insegnante, il successo personale rischierebbe di diventare un vincolo. Una volta entrato nella sua vita, il libro gli imporrebbe qualcosa da difendere e potrebbe condizionare il modo in cui scrive. Da qui la decisione di rinunciare a presentazioni, festival e apparizioni, occasioni nelle quali spesso il volto finisce per attirare più attenzione delle pagine.
Il suo obiettivo, ha chiarito, non sarebbe una semplice operazione pubblicitaria. «Voglio essere comprato e giudicato per come scrivo», ha affermato nei contenuti diffusi sui social. In un altro messaggio ha aggiunto che ciò che teme di perdere non è la segretezza, ma la libertà necessaria per costruire e cancellare sulla pagina.
Il messaggio rivolto ai lettori
Nei video l’autore continua a comparire con il viso nascosto e invita il pubblico a concentrarsi sul contenuto del romanzo. La sua idea è che un libro debba essere valutato per ciò che produce nella mente di chi legge, non per la biografia o la riconoscibilità di chi lo ha scritto.
Il titolo Abbiatene cura diventa così anche una richiesta rivolta al lettore. Nel romanzo, chi legge entra nei pensieri di un uomo la cui profondità convive con una forte superficialità, in una contraddizione presentata come comune all’esperienza umana. La domanda conclusiva è altrettanto netta: se qualcuno potesse osservare la nostra mente, sapremmo davvero come proteggerla?
Continua a leggere
Morta a 28 anni, 200 sotto controllo: resta il mistero della polmonite
Una ricercatrice di Irkutsk è deceduta dopo una grave infezione respiratoria: si indaga su un possibile incidente, ma Mosca esclude al momento legami con la peste.
Brasile, Flavio Bolsonaro sfiora il 50%: ma è solo l’inizio
Il figlio dell’ex presidente guida il primo conteggio davanti a Lula, ma i dati riguardano appena l’1,70% delle schede.
55% per Cvijanovic, Dodik rilancia: cosa emerge dal voto in Bosnia
Con quasi nove schede su dieci conteggiate, l’alleata di Dodik conquista un seggio nella presidenza e il leader rivendica un ampio successo anche nell’entità serba.
Spagna, il voto anticipato torna sul tavolo: la mossa di Sanchez
Il premier valuta di convocare gli elettori già domani, mentre l’esecutivo cerca una via per riproporre i provvedimenti respinti in Parlamento.