55% per Cvijanovic, Dodik rilancia: cosa emerge dal voto in Bosnia
Con quasi nove schede su dieci conteggiate, l’alleata di Dodik conquista un seggio nella presidenza e il leader rivendica un ampio successo anche nell’entità serba.
Milorad Dodik considera già favorevole il bilancio delle elezioni in Bosnia-Erzegovina. Quando lo scrutinio aveva superato la soglia del 90%, Zeljka Cvijanovic, sua alleata e candidata dell’Alleanza dei Socialdemocratici Indipendenti, risultava oltre il 55% dei consensi, un dato che le assegna uno dei tre posti nella presidenza collegiale del Paese.
Cvijanovic conquista un seggio chiave
La consultazione riguardava l’intera architettura istituzionale bosniaca. I circa 3,4 milioni di aventi diritto dovevano scegliere i tre membri della presidenza multietnica, i rappresentanti del Parlamento nazionale e i vertici politici delle due entità che formano la Bosnia-Erzegovina.
Da una parte c’è la Federazione di Bosnia-Erzegovina, dove prevale la popolazione musulmana; dall’altra la Republika Srpska, territorio a maggioranza serba. È proprio in quest’ultima area che il partito di Dodik punta a consolidare la propria posizione, oltre al risultato ottenuto da Cvijanovic per la presidenza comune.
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Dodik rivendica un consenso ampio
Durante una conferenza stampa, il leader serbo-bosniaco ha affermato che la sua formazione nazionalista avrebbe ottenuto anche una «vasta maggioranza» nell’Assemblea della Republika Srpska. Dodik ha quindi presentato il voto come una conferma della linea politica seguita dal partito.
Nel suo intervento ha associato il risultato alla «magnifica vittoria» di Donald Trump alle elezioni presidenziali statunitensi del 2024 e al sostegno ricevuto dal presidente russo Vladimir Putin. Rivolgendosi a chi potrebbe chiedere un cambio di orientamento, Dodik ha dichiarato: «Nessuno dovrebbe chiederci di cambiare la nostra politica».
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