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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Pizzaballa avverte: il trauma del 7 ottobre non può diventare normalità

Il cardinale invita a superare la paralisi legata all’attacco del 2023, senza ignorare la ferita ancora aperta di israeliani e palestinesi.

A Gerusalemme il tempo sembra essersi fermato al 7 ottobre 2023, ma secondo il cardinale Pierbattista Pizzaballa è arrivato il momento di cambiare prospettiva. Le due popolazioni restano immerse nelle conseguenze di un trauma profondo, che non può trasformarsi nella condizione ordinaria della regione.


Il peso di una ferita ancora aperta

«Tutti ancora sono fermi al 7 ottobre 2023, ora è necessario cambiare», ha affermato Pizzaballa. Il cardinale ha sottolineato che israeliani e palestinesi continuano a vivere dentro lo stesso trauma, seppure da esperienze e posizioni differenti.

La sofferenza, però, non dovrebbe diventare un nuovo punto di equilibrio. «Entrambe le popolazioni sono dentro questo trauma profondo. Ma non vogliamo che sia la nuova normalità», ha spiegato, indicando la necessità di uscire dall’immobilità prodotta dagli eventi.

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Gerusalemme custodisce la memoria

Il Patriarcato latino di Gerusalemme si trova al centro di una città segnata da conflitti, speranze e trasformazioni politiche. Da oltre 170 anni, le sue mura raccolgono le tracce delle vicende che hanno attraversato la regione.

Quegli edifici hanno visto susseguirsi poteri diversi, guerre e tensioni internazionali. Anche per una sede abituata a custodire una storia così lunga, gli ultimi tre anni hanno rappresentato un periodo particolarmente duro e hanno reso ancora più evidente il bisogno di rompere la paralisi.

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