8.000Lettori online ora
Attualità 2 min di lettura11 ore fa

Sicurezza urbana, ai Comuni mancano 12mila agenti: l’allarme di Leccese

Il sindaco di Bari e delegato Anci chiede più risorse per la polizia locale e richiama lo Stato alle proprie responsabilità sull’ordine pubblico.

Circa 12mila operatori di polizia locale mancano oggi agli organici italiani. A questo deficit si aggiungono strumenti non adeguati ai compiti assegnati e, in diversi casi, l’assenza di spazi idonei per trattenere temporaneamente le persone fermate: per Vito Leccese è il segnale di una difficoltà strutturale che non può essere lasciata sulle spalle dei Comuni.


Prima servono risorse ordinarie

Il sindaco di Bari, che per l’Anci segue i temi della sicurezza urbana e della polizia locale, ritiene che ai primi cittadini non occorrano necessariamente poteri eccezionali. La priorità, spiega, è consentire alle amministrazioni di svolgere le attività quotidiane con personale sufficiente, finanziamenti adeguati e garanzie commisurate alle responsabilità.

Gli agenti già in servizio devono infatti affrontare funzioni sempre più numerose senza disporre, secondo Leccese, di dotazioni e tutele proporzionate. Anche la gestione delle persone fermate resta problematica: in mancanza di strutture adatte, può accadere che vengano rilasciate dopo poche ore, lasciando irrisolto il problema alla base dell’intervento.


L’ordine pubblico resta statale

Nel ragionamento del delegato Anci c’è anche una questione di responsabilità istituzionale. La sicurezza e l’ordine pubblico rientrano nelle competenze esclusive dello Stato, ma il disagio dei cittadini viene spesso associato direttamente all’azione dei sindaci, chiamati a rispondere anche quando non dispongono degli strumenti necessari.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Leccese collega il tema alla crescita dei flussi turistici e alla presenza quotidiana di un numero elevato di persone nei centri urbani. Questi movimenti sostengono le attività economiche regolari, ma possono offrire occasioni anche ai circuiti illegali. È in questo quadro che, commentando l’Indice di criminalità 2026, il sindaco ha osservato: «I grandi centri urbani sono, per loro natura, attrattori di persone e di attività economiche».

Secondo Leccese, la concentrazione della ricchezza e delle opportunità di guadagno rende le città più esposte alla criminalità. Per affrontare il fenomeno, dunque, servono un intervento statale più incisivo e condizioni operative che permettano alla polizia locale di garantire almeno il livello ordinario di sicurezza.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere