Sicurezza Ue, arriva Euccs: soccorsi collegati anche senza rete
Il progetto europeo punta a unire forze dell’ordine, vigili del fuoco e servizi sanitari con comunicazioni protette, dati in tempo reale e supporto satellitare dal 2030.
Ridurre la dipendenza dalle tecnologie straniere e rendere più autonome le comunicazioni d’emergenza: è questo uno degli obiettivi di Euccs, il sistema europeo destinato ai primi soccorritori. La piattaforma sarà realizzata con componenti sviluppati da imprese dell’Unione, secondo il principio della sicurezza incorporata fin dalle prime fasi di progettazione.
La soluzione dovrebbe garantire collegamenti protetti anche quando una rete terrestre è inutilizzabile o le infrastrutture sono sottoposte a un attacco. L’avvio è previsto gradualmente a partire dal 2030, dopo l’approvazione definitiva delle norme da parte delle istituzioni europee.
Una rete pensata contro le emergenze
Euccs sarà affiancato da due strutture specializzate. Un centro europeo per il controllo della rete gestirà un’infrastruttura in fibra ottica sicura e resistente, permettendo ai diversi Paesi di collegarsi attraverso un nodo comune invece di creare numerosi collegamenti distinti.
Un secondo centro avrà invece il compito di sorvegliare la sicurezza informatica, analizzare i pericoli e aiutare gli Stati membri nella gestione delle minacce. Tra le componenti considerate strategiche rientrano anche i satelliti, la rete mobile centrale e le tecnologie mobili a banda larga, tutte affidate a soggetti industriali europei.
Protezione anche dagli attacchi
La Commissione descrive il sistema come una piattaforma progettata per rimanere operativa, sicura e resistente anche in condizioni estreme. «Sarà sicuro, protetto da attacchi informatici e ibridi, utilizzando la crittografia e un protocollo forte», ha dichiarato l’esecutivo europeo presentando il progetto.
Henna Virkkunen ha richiamato anche il rapporto tra intelligenza artificiale e sicurezza digitale. La vicepresidente ha osservato che l’AI «porrà nuovi rischi», ma potrà essere impiegata anche per «proteggere i nostri sistemi. Funziona in entrambi i sensi».
Dati e soccorsi senza confini
L’obiettivo operativo è consentire a polizia, vigili del fuoco, servizi sanitari e squadre di Protezione civile di lavorare insieme oltre i confini nazionali. Oggi i sistemi usati dalle singole strutture non sono pienamente collegati e possono interrompersi quando gli operatori entrano in un altro Stato membro.
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Incendi, alluvioni, tempeste, incursioni di droni contro infrastrutture essenziali e attentati richiedono invece un coordinamento immediato. Con un unico dispositivo protetto, Euccs dovrebbe permettere lo scambio in tempo reale di messaggi, immagini, video, dati e informazioni sulla posizione.
Satelliti in caso di blackout
Il progetto prevede il passaggio progressivo dalle attuali radio a banda stretta a sistemi a banda larga, compreso il 5G. La rete dovrebbe mantenere priorità per i soccorritori anche quando il traffico telefonico è elevato o la connettività mobile risulta interrotta.
Quando le infrastrutture terrestri non saranno disponibili, entreranno in azione i satelliti dell’Ue e unità mobili trasportabili sul luogo dell’emergenza. Queste ultime potranno ripristinare il collegamento e sostenere il coordinamento dei soccorsi durante una crisi.
Il percorso verso il 2030
La Commissione Europea ha approvato le proposte legislative durante la riunione del collegio a Bruxelles. Il progetto era stato già indicato da Ursula von der Leyen nei suoi orientamenti politici e ora dovrà passare al vaglio del Parlamento Europeo e del Consiglio.
L’introduzione non sarà immediata: le regole prevedono una fase progressiva e un periodo di transizione per consentire agli Stati membri di adeguare le proprie infrastrutture. Se l’iter legislativo si concluderà, Euccs dovrebbe iniziare a entrare in funzione dal 2030.
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