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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Sfratti, la svolta di Madrid: stop fino al 2030 e stretta sugli affitti

L’esecutivo di Pedro Sánchez propone una protezione più lunga per gli inquilini fragili, frenando fondi immobiliari e locazioni turistiche.

La vicenda di una donna di 87 anni sfrattata dopo quasi sette decenni nella stessa casa ha riacceso in Spagna la protesta per il diritto all’abitazione. Sulla scia delle mobilitazioni, il governo di Pedro Sánchez ha messo sul tavolo un pacchetto di interventi che punta a proteggere gli inquilini più esposti e a contenere la pressione sui prezzi.


La protezione degli inquilini si allunga

Tra le misure annunciate figura il blocco degli sfratti fino al 2030 per persone e nuclei familiari in situazione di vulnerabilità sociale ed economica. L’esecutivo prevede inoltre il rinnovo automatico dei contratti di locazione, con l’obiettivo di garantire maggiore continuità abitativa.

Le proposte sono state comunicate su X dalla ministra della Salute Mónica García Gómez, al termine di una trattativa complessa tra le forze della coalizione. Prima di entrare in vigore, i due provvedimenti dovranno passare dal Parlamento: il governo socialista non dispone infatti della maggioranza necessaria per approvarli senza cercare altri sostegni.


Nel mirino fondi e affitti brevi

Il piano comprende anche il divieto per i fondi speculativi di acquistare abitazioni. La misura risponde a una delle principali contestazioni mosse dai manifestanti, che accusano i grandi investitori di sottrarre immobili al mercato ordinario e di contribuire alla crescita dei canoni.

L’esecutivo intende intervenire anche sulle locazioni turistiche di breve durata, comprese quelle gestite tramite piattaforme come Airbnb. Mónica García Gómez ha indicato inoltre la futura regolamentazione degli affitti stagionali e delle stanze, settori considerati responsabili della riduzione dell’offerta disponibile per chi cerca una sistemazione stabile.


Il caso che ha acceso la protesta

Il pacchetto è stato ribattezzato “decreto Maricarmen”, dal nome della madrilena di 87 anni allontanata mercoledì scorso dall’alloggio in cui abitava da circa 70 anni. L’immobile era stato comprato da una società immobiliare e lo sfratto ha provocato un’ondata di indignazione, riportando l’emergenza abitativa al centro del confronto politico in vista delle elezioni legislative del 2027.

Da sabato, alcune centinaia di attivisti e manifestanti occupano una zona della Puerta del Sol, nel centro di Madrid, per contestare la speculazione nel settore. Félix Bolaños, ministro della Presidenza del Governo, ha definito l’intesa «un accordo magnifico» e «una brutta giornata per gli speculatori», mentre il sindacato degli inquilini spagnoli ha accolto l’annuncio con prudenza: la portavoce Alicia del Río ha parlato di «vittoria del potere popolare», aggiungendo che resta da esaminare il testo definitivo.

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