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Attualità 4 min di lettura1 ora fa

Senato brasiliano, la destra cresce: cosa rischia Jair Bolsonaro

Il Partito Liberale conquista terreno nella camera alta e rafforza il fronte della famiglia Bolsonaro, mentre il voto evangelico diventa decisivo per il ballottaggio.

La nuova composizione del Congresso brasiliano potrebbe cambiare gli equilibri attorno a Jair Bolsonaro. Il Partito Liberale di Flavio Bolsonaro ha ottenuto un risultato superiore alle attese in Senato e, pur senza raggiungere da solo la maggioranza, potrà contare su una presenza abbastanza ampia da riaprire il dibattito sull’amnistia per l’ex presidente.


L’amnistia torna al centro della partita

Il rinnovo ha riguardato 54 degli 81 seggi della camera alta. Ai 19 conquistati dal Partito Liberale si aggiungono i nove già assegnati al partito e non sottoposti a votazione: dal prossimo febbraio, il gruppo disporrà quindi di oltre un terzo dei senatori. Il Partito dei Lavoratori legato a Luiz Inácio Lula da Silva avrà invece nove rappresentanti.

Questi numeri non consegnano a Flavio Bolsonaro il controllo autonomo dell’assemblea, ma gli offrono uno spazio di manovra per cercare alleati. Tra i provvedimenti che potrebbero tornare in discussione c’è la legge sull’amnistia, che consentirebbe di cancellare la condanna inflitta a Jair Bolsonaro: 27 anni e tre mesi di carcere per il tentativo di rovesciare l’ordine costituzionale dopo la sconfitta del 2022 contro Lula. L’ex presidente sta scontando la pena agli arresti domiciliari.

La misura potrebbe riguardare anche centinaia di persone condannate per l’irruzione nelle sedi istituzionali di Brasilia, avvenuta nel gennaio 2023. I tribunali hanno collegato quell’attacco al medesimo progetto eversivo contestato all’ex capo dello Stato.


Tre nomine possono cambiare la Corte

Il peso del Senato non si limiterà alla questione dell’amnistia. La camera alta deve infatti approvare i giudici indicati dal presidente della Repubblica e nei prossimi anni dovrà esaminare la sostituzione di Luiz Fux, Cármen Lúcia e Gilmar Mendes, destinati a lasciare la Corte Suprema al compimento dei 75 anni.

Un’assemblea più vicina alla famiglia Bolsonaro potrebbe dunque incidere sulla futura direzione del massimo tribunale brasiliano. Al Senato spetta anche l’eventuale decisione sulla messa in stato d’accusa dei giudici: da tempo i sostenitori dell’ex presidente chiedono la rimozione di Alexandre de Moraes, magistrato che ha seguito il procedimento contro Jair Bolsonaro.


Michelle conquista il voto religioso

Tra gli eletti figurano due membri particolarmente importanti per il campo conservatore. Carlos Bolsonaro, secondo figlio dell’ex presidente, ha vinto nello Stato di Santa Catarina; Michelle Bolsonaro, moglie di Jair, è risultata la candidata più votata nel Distretto Federale, che comprende Brasilia.

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Michelle, 44 anni, è una figura evangelica pentecostale considerata utile per avvicinare al partito sia le donne sia gli elettori religiosi. Dal 2023 guida PL Mulher, struttura del Partito Liberale dedicata alla partecipazione femminile, e in questo ruolo ha rafforzato i rapporti con diversi pastori, prendendo parte anche a iniziative religiose legate al partito.

Nel celebrare il risultato, Michelle ha detto: «Ogni onore e ogni gloria vanno a Dio». In un messaggio successivo ha ricondotto la propria scelta politica al 2018, quando, dopo aver incontrato una persona colpita da una malattia rara, avrebbe promesso di utilizzare il potere pubblico per aiutare chi soffre.


Gli evangelici spingono a destra

La religione ha avuto un ruolo rilevante nella campagna. Secondo una rilevazione realizzata all’inizio dell’anno da Quaest per l’Istituto di Studi sulla Religione, il 50% dei brasiliani sopra i 16 anni si definisce cattolico, mentre il 29% si riconosce nell’evangelismo. Quest’ultimo è il gruppo religioso in maggiore espansione e con una forte capacità di mobilitazione sociale.

Nel tempo, una parte crescente del voto evangelico si è orientata verso le forze conservatrici e verso Jair Bolsonaro. Durante la campagna, Flavio Bolsonaro ha intensificato i contatti con alcune delle principali congregazioni pentecostali, tentando di recuperare il sostegno religioso che aveva accompagnato la corsa del padre. Lula ha mantenuto invece una posizione più solida tra i cattolici.

Nei giorni precedenti alle elezioni, diversi leader religiosi hanno diffuso messaggi contrari al Partito dei Lavoratori e al suo leader. Tra questi anche il pastore Cláudio Duarte, molto seguito sui social, che ha invitato i propri sostenitori a «resistere» attraverso il voto. Gli elettori evangelici e cattolici non costituiscono comunque blocchi uniformi, ma le tendenze registrate indicano uno spostamento più marcato dei primi verso destra.

Al ballottaggio del 25 ottobre, Lula e Flavio Bolsonaro dovranno quindi contendersi anche questa area dell’elettorato. Il nuovo equilibrio del Congresso, intanto, renderà più complesso il lavoro del futuro presidente e offrirà alla destra ulteriori leve istituzionali.

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