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Attualità 2 min di lettura6 ott

Tre italiani nella lista che anticipò Haaland: i 60 nomi del 2026

The Guardian ha selezionato i migliori talenti nati nel 2009: tra i protagonisti anche Arena, Cassano ed Elimoghale.

Prima ancora di arrivare al calcio dei grandi, alcuni giovani talenti hanno già attirato l’attenzione degli osservatori internazionali. La selezione annuale di The Guardian, giunta alla dodicesima edizione, prova a individuare i 60 giocatori più promettenti del mondo tra i nati nel 2009, oggi di 17 anni.

Il valore della lista non è una garanzia sul futuro, ma i precedenti spiegano perché venga seguita con interesse: negli anni sono comparsi nomi diventati protagonisti assoluti, accanto ad altri che non hanno confermato le aspettative.


Tre nomi italiani da seguire

L’Italia è presente con tre giocatori. Antonio Arena è stato inserito per la Roma, Riccardo Cassano rappresenta il Como, mentre Destiny Elimoghale figura tra i talenti della Juventus.

Per ora nessuno dei tre è una figura affermata nel calcio internazionale dei grandi. La loro presenza, però, li colloca in una vetrina globale e segnala l’attenzione riservata ai vivai italiani dagli osservatori che seguono le nuove generazioni.


La Francia guida la classifica

Con quattro calciatori, la Francia è il Paese più rappresentato nella selezione. I nomi indicati sono Christ Batola del Troyes, David Boly del Paris Saint-Germain, Adil Hamdani del Lyon e Believe Munongo del Metz.

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Alle spalle dei francesi si trovano Brasile, Germania, Italia e Spagna, tutte con tre giocatori. La distribuzione conferma la presenza dei principali bacini del calcio giovanile europeo e sudamericano, anche se l’elenco comprende prospetti ancora poco conosciuti dal grande pubblico.


Dai talenti alle stelle mondiali

Le edizioni precedenti hanno incluso calciatori poi diventati protagonisti ai massimi livelli. Nel 2014 compariva Ousmane Dembélé, vincitore del Pallone d’Oro, mentre nel 2016 era stato segnalato Gianluigi Donnarumma.

Nel 2017 la lista comprendeva Erling Haaland e Vinicius, seguiti nel 2018 da Khvicha Kvaratskhelia, Rodrygo e Khephren Thuram. L’edizione del 2019 aveva invece indicato Josko Gvardiol, Eduardo Camavinga e Pedri; tra gli altri nomi emersi figurano anche Jamal Musiala, Florian Wirtz e Benjamin Sesko.

L’edizione del 2026 non propone ancora giocatori già riconoscibili a livello internazionale. Il suo interesse sta quindi soprattutto nella possibilità di osservare, con largo anticipo, i percorsi di crescita di sessanta calciatori che dovranno ancora dimostrare il proprio valore nel calcio professionistico.

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