Sei crisi, ma le imprese resistono: a Bergamo il Festival 2026
Dal 6 all’8 novembre Bergamo riunirà imprenditori, economisti e istituzioni per discutere crescita, innovazione e futuro dell’industria italiana.
Pandemia, guerra in Ucraina, inflazione, caro energia, dazi e nuove tensioni internazionali hanno messo alla prova il sistema produttivo italiano in appena sei anni. Nonostante questo, migliaia di aziende hanno continuato a investire, esportare, assumere e sviluppare nuovi prodotti: è da questa apparente contraddizione che prende forma il Festival dell’Impresa 2026, in programma a Bergamo da venerdì 6 a domenica 8 novembre.
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La resilienza delle imprese al centro
“Negli ultimi sei anni le imprese italiane hanno dovuto affrontare una successione di crisi che, prese singolarmente, sarebbero state sufficienti a mettere in difficoltà interi sistemi industriali”, osserva Filiberto Zovico, fondatore di ItalyPost e direttore della manifestazione. Secondo Zovico, il confronto dovrà concentrarsi sulle differenze tra le aziende capaci di reagire e quelle che invece stanno arretrando.
Il tema scelto per questa edizione è “Crescere nonostante”. Il festival proverà a capire quali strategie permettano di mantenere competitività e redditività in uno scenario instabile, dando spazio non soltanto alle difficoltà, ma anche alle soluzioni già sperimentate dalle imprese. Tra gli interrogativi principali ci sarà quello sul futuro industriale del Paese e sulla tenuta del suo modello di sviluppo.
La domanda “L’Italia resterà un Paese industriale?” sarà al centro dell’appuntamento di venerdì 6 novembre alle 18, con Emma Marcegaglia, presidente di Marcegaglia Holding, e Ferruccio de Bortoli. Il programma coinvolgerà grandi gruppi, aziende familiari, imprese manifatturiere specializzate e realtà caratterizzate da una crescita sostenuta.
Energia, tecnologia e lavoro cambiano il sistema
L’apertura ufficiale si terrà il 6 novembre, dalle 10 alle 13, alla Camera di Commercio di Bergamo. Dopo i saluti istituzionali, Ferdinando Giugliano, direttore dell’Ispi, affronterà le conseguenze delle trasformazioni geopolitiche sulle aziende; Matteo Bresciani presenterà inoltre una ricerca realizzata da Deloitte, partner scientifico del festival.
Tra gli argomenti principali figurano energia, sostenibilità e competitività. Gli incontri analizzeranno elettrificazione, efficienza, costi energetici e prospettive dell’industria, insieme alle tecnologie destinate a modificare i processi produttivi: dall’aerospazio alla robotica, fino ai sistemi umanoidi.
Un altro blocco di appuntamenti sarà dedicato all’intelligenza artificiale e ai suoi effetti su mansioni, competenze, organizzazione del lavoro e produttività. Il confronto coinvolgerà imprese, lavoratori e istituzioni, con l’obiettivo di esaminare un cambiamento destinato a incidere sull’occupazione e sui modelli aziendali.
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Il programma guarda alle sfide concrete
La produttività sarà affrontata anche attraverso le esperienze delle aziende che stanno rivedendo procedure, strutture interne e sistemi di gestione. Sei sezioni tematiche metteranno a confronto imprenditori, amministratori delegati, direttori finanziari, responsabili delle attività operative e manager su organizzazione, crescita dimensionale, gestione delle persone, acquisizioni, finanziamenti e sviluppo sui mercati esteri.
Il calendario comprenderà inoltre incontri sulle filiere più esposte alle trasformazioni, dal settore degli imballaggi alla manifattura, fino all’automotive e alla transizione tecnologica. Sarà esaminata anche la responsabilità delle imprese lungo le catene produttive, mentre Stefano Feltri parteciperà a un incontro dedicato alla politica italiana e ai suoi riflessi sull’economia.
Sono attesi circa 300 partecipanti, inclusi i moderatori, distribuiti in oltre 90 appuntamenti. Tra gli ospiti figurano, oltre a Marcegaglia e de Bortoli, Vittorio Colao, Elsa Fornero, Francesco Giavazzi, Francesco Profumo, Oscar Farinetti, Frank Furedi, Roberto Battiston, Amalia Ercoli Finzi, Sylvie Goulard, Giorgio Gori, Giuliano Noci, Marco Bentivogli, Tommaso Valletti, Gianmario Verona e Gregorio De Felice.
Bergamo chiude tra premi e innovazione
La manifestazione ospiterà anche l’incontro sulle 1.000 imprese più performanti della provincia di Bergamo, selezionate per risultati economici, solidità e capacità di espansione. Tornerà inoltre il Premio Letteratura d’Impresa, giunto alla quinta edizione, con dieci finalisti divisi tra narrativa e saggistica.
Gli autori delle opere finaliste saranno protagonisti di incontri pubblici e della cerimonia conclusiva. La chiusura è prevista domenica 8 novembre, dalle 10 alle 13, al Kilometro Rosso, con una relazione di Gregorio De Felice, economista capo di Intesa Sanpaolo, dal titolo “L’industria che resiste”.
L’iniziativa è promossa da ItalyPost Group insieme al Comune di Bergamo, alla Camera di Commercio di Bergamo e a Confindustria Bergamo. Brembo e Intesa Sanpaolo saranno i principali partner, mentre Kilometro Rosso collaborerà all’organizzazione e Deloitte contribuirà alle attività di analisi.
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