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Attualità 2 min di lettura4 ore fa

Scuole nel caos in Francia: quasi 2mila fermi e 40 presidi feriti

La protesta dei liceali si allarga alle università mentre il governo convoca una riunione d’emergenza e apre il confronto sulle richieste degli studenti.

Quaranta presidi sono tra i 65 dipendenti dell’Istruzione pubblica rimasti feriti durante le proteste che da giorni attraversano la Francia. Il bilancio comprende anche circa 300 agenti feriti negli scontri e quasi 2mila arresti: secondo le stime diffuse finora, nove fermati su dieci sarebbero minorenni.


Aggressioni e incendi nei licei

L’episodio più grave è avvenuto al liceo Victor Hugo di Marsiglia. Il preside, il suo vice, una segretaria e il responsabile del personale sarebbero stati aggrediti e cosparsi di benzina. La regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra ha riferito che il tentativo di appiccare il fuoco è avvenuto all’interno dell’istituto, costringendo il personale a rifugiarsi mentre intervenivano polizia e vigili del fuoco.

A Nantes, invece, le fiamme hanno coinvolto una scuola superiore e la vicepreside ha parlato di un incendio doloso, senza indicarne l’origine. A Parigi sono stati danneggiati gli accessi di due licei: nel XV arrondissement i pompieri hanno spento un rogo vicino all’ingresso del liceo Léonard-de-Vinci, mentre nel XIII arrondissement cassonetti e una bicicletta incendiati hanno trasmesso le fiamme alle cancellate del liceo professionale Gaston-Bachelard, danneggiando porte, gradini e vetri.


Il governo cerca una risposta

Il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray ha indicato in 40 il numero dei presidi feriti e ha precisato che il totale dei dipendenti coinvolti è di 65. A margine dell’intervista televisiva, ha definito il bilancio degli attacchi, mentre l’esecutivo ha descritto l’evoluzione delle manifestazioni come un passaggio verso la “guerriglia urbana”.

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Il primo ministro Sébastien Lecornu ha convocato un vertice interministeriale per affrontare l’emergenza, mentre resta impegnato anche nella ricerca di un accordo sul bilancio dello Stato per il 2027, in un Parlamento diviso. Geffray ha inoltre annunciato un incontro con i sindacati della scuola, le associazioni dei genitori, quelle scolastiche e i rappresentanti del Consiglio nazionale della vita scolastica, con l’obiettivo di discutere le richieste e individuare risposte condivise.


Le richieste dei manifestanti

La mobilitazione è partita dai licei e si sta estendendo agli atenei. In numerosi istituti gli ingressi sono stati bloccati; gli studenti chiedono la sostituzione degli insegnanti assenti, più risorse e condizioni di apprendimento che definiscono dignitose.

Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha denunciato un’“escalation della violenza”. Sul fronte politico, Jean-Luc Mélenchon ha espresso sostegno agli studenti e preoccupazione per le violenze della polizia, citando anche il caso di un giovane che avrebbe perso la vista. Il governo accusa La France Insoumise di aver orchestrato la protesta insieme ad altri gruppi della sinistra; il portavoce Manuel Bompard respinge l’ipotesi e parla di una mobilitazione spontanea nata dal deterioramento delle condizioni scolastiche.

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