98% con meno tasse, i super ricchi pagano: la sfida di AVS
Alleanza Verdi e Sinistra propone di finanziare il taglio dell’Irpef con un prelievo sui patrimoni oltre 5,4 milioni e rilancia il confronto con Pd e M5S.
La proposta di Alleanza Verdi e Sinistra arriva in un momento in cui Pd e Movimento 5 Stelle condividono l’idea di una maggiore progressività fiscale, ma non la soluzione indicata per ottenerla. Elly Schlein considera una tassa sulle grandi ricchezze «non è un tabù», pur preferendo un’introduzione almeno europea o internazionale. Giuseppe Conte mantiene una posizione simile.
A livello nazionale, però, il M5S ha inserito nei propri punti programmatici un prelievo progressivo sulle grandi attività finanziarie. Resterebbero esclusi i piccoli risparmiatori, la previdenza e i titoli di Stato, mentre immobili, terreni e altri beni reali non rientrerebbero nel perimetro della misura proposta da AVS.
Il nodo è lo strumento fiscale
La distanza tra le forze del centrosinistra non riguarda quindi soltanto il principio secondo cui i contribuenti più facoltosi dovrebbero versare una quota maggiore. Il confronto riguarda soprattutto il tipo di patrimonio da colpire e il livello istituzionale al quale applicare il prelievo.
AVS punta su un’imposta patrimoniale italiana, collegandola a una riduzione dell’Irpef per la grande maggioranza dei contribuenti. Il Movimento 5 Stelle, invece, limita per ora il proprio intervento alle attività finanziarie e continua a indicare una soluzione europea per le ricchezze più elevate.
L’Irpef cambierebbe per quasi tutti
Il progetto prevede il superamento degli attuali gradini dell’Irpef. Al loro posto verrebbe introdotto un meccanismo continuo, nel quale la percentuale applicata aumenterebbe progressivamente insieme al reddito, senza i passaggi bruschi prodotti dagli scaglioni.
Le simulazioni elaborate dai promotori indicano un vantaggio per 41,5 milioni di contribuenti, pari al 98% del totale. Per i redditi lordi inferiori a 90mila euro l’imposta diminuirebbe; nella fascia compresa tra 20mila e 40mila euro, il risparmio medio annuo sarebbe di 1.200 euro. Il costo della riforma è stimato in 22 miliardi di euro.
La copertura arriva dai patrimoni
Una parte delle risorse, 15 miliardi, verrebbe raccolta applicando un’imposta annuale sulla ricchezza netta oltre 5,4 milioni di euro. La soglia riguarderebbe lo 0,1% più ricco della popolazione. Altri 7 miliardi dovrebbero arrivare dal rafforzamento del contrasto all’evasione fiscale.
Il riferimento è al patrimonio posseduto, non al reddito incassato in un anno: dal valore complessivo dei beni andrebbero sottratti i debiti. Le aliquote sarebbero progressive e il gettito complessivo atteso dalla patrimoniale raggiungerebbe 15,9 miliardi l’anno.
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Per rendere meno conveniente trasferire la residenza fiscale all’estero, il piano include anche un’imposta di uscita del 26% sui guadagni accumulati ma non ancora realizzati quando il contribuente sposta la propria residenza.
Un’idea già sostenuta dagli economisti
La soglia individuata da AVS non è una novità nel dibattito italiano. Nel 2023 Oxfam aveva avanzato una proposta analoga con la campagna «La Grande Ricchezza», indicando lo stesso limite di 5,4 milioni e una previsione di entrate pari a 15,7 miliardi.
Quel progetto ipotizzava un prelievo dell’1,7% tra 5,4 e 8 milioni, del 2,1% tra 8 e 20,9 milioni e del 3,5% oltre quest’ultima cifra. Un manifesto firmato da più di 130 studiosi, tra cui Andrea Roventini, Alessandro Santoro, Guido Alfani, Fabrizio Barca e Michele Raitano, ha inoltre sostenuto una tassa sullo 0,1% più ricco, insieme a un intervento sulle grandi eredità e donazioni e a un’Irpef più progressiva.
A rafforzare il tema contribuisce uno studio pubblicato nel luglio 2026 sulla rivista Review of Income and Wealth. La ricerca descrive un sistema fiscale complessivamente moderatamente progressivo, ma regressivo per il 7% più ricco: nel vertice dello 0,1%, l’aliquota effettiva media scenderebbe al 32,6%, facendo sì che alcuni dei contribuenti più facoltosi versino proporzionalmente meno di chi dispone di entrate inferiori.
Fratoianni e Bonelli chiedono una scelta
Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli definiscono il loro progetto una «restituzione fiscale» e lo rivolgono direttamente agli alleati. L’obiettivo dichiarato è usare il contributo dei patrimoni più grandi per alleggerire il carico sulla quasi totalità dei contribuenti.
Nel giorno della direzione del Partito democratico, i due esponenti di AVS hanno sollecitato Schlein e Conte con un appello netto: «È giunto il momento del coraggio». La decisione passa ora dal confronto con Pd e M5S, chiamati a stabilire se sostenere una patrimoniale nazionale legata alla riduzione dell’Irpef.
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