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Attualità 3 min di lettura10 ore fa

Scuola, la voce degli studenti funziona: i numeri del progetto

Il programma Fuoriclasse in Movimento, sostenuto dal Fondo Carta Etica di UniCredit, coinvolge quasi 20mila alunni e mostra effetti positivi su partecipazione e benessere.

Dare agli studenti un ruolo nelle decisioni della scuola può aiutare a prevenire il disagio prima che si trasformi in abbandono. È la direzione seguita da Save the Children con Fuoriclasse in Movimento, sostenuto dal 2024 da UniCredit attraverso il Fondo Carta Etica: nell’anno scolastico 2025-2026 il programma ha raggiunto 130 istituti di 16 regioni, coinvolgendo 19.981 alunni, 1.428 docenti, 530 classi e altrettanti Consigli Fuoriclasse.


La partecipazione migliora il clima scolastico

I Consigli Fuoriclasse riuniscono rappresentanti degli studenti, insegnanti e dirigenti. Attraverso assemblee, consultazioni, votazioni e confronti con la dirigenza, ragazze e ragazzi possono indicare problemi e priorità, avanzando proposte su lezioni, ambienti, rapporti tra compagni e legami con il territorio.

Il monitoraggio condotto su oltre 2.200 studenti mostra che il 91,6% considera questi organismi utili per essere ascoltato, mentre l’86,5% nota una maggiore attenzione degli adulti alle proprie opinioni. L’84,3% ritiene inoltre che la scuola tenga più conto dei bisogni degli alunni. Sul piano personale, l’89,7% riferisce un aumento delle emozioni positive, l’87,5% una maggiore capacità di collaborare e l’83,5% dichiara di stare meglio a scuola.


Docenti e alunni registrano progressi

I rappresentanti dei Consigli Fuoriclasse percepiscono un ascolto effettivo nell’85,2% dei casi, con una differenza superiore ai venti punti rispetto agli studenti senza incarichi di rappresentanza. L’esperienza si traduce anche in un maggiore coinvolgimento nella vita dell’istituto, indicato dall’84,1%, e in una più solida capacità di promuovere e difendere i propri diritti, segnalata dall’86,7%.

Il giudizio degli insegnanti è altrettanto positivo. Tra i 644 docenti osservati, il 94,5% considera i Consigli uno strumento efficace per dare spazio agli alunni; il 91,8% rileva effetti favorevoli sul benessere e il 95% vede crescere le emozioni positive. Sono aumentate anche la partecipazione scolastica, all’91,5%, le abilità collaborative, all’88,8%, e le relazioni, all’85,6%. Inoltre, l’86,8% degli insegnanti dichiara di avere rafforzato le proprie competenze sulle metodologie partecipative, mentre l’84,5% utilizza più spesso pratiche fondate sull’ascolto e sul coinvolgimento.

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Il problema resta diseguale

L’iniziativa si inserisce in un quadro nazionale con alcuni miglioramenti, ma ancora segnato da forti differenze. Nel 2025, secondo ISTAT, l’abbandono precoce degli studi tra i giovani dai 18 ai 24 anni è sceso all’8,2%, dal 9,8% dell’anno precedente, raggiungendo in anticipo l’obiettivo europeo previsto per il 2030.

Il dato resta però più alto tra i ragazzi, al 10,1%, rispetto alle ragazze, al 6,2%, e tra i giovani con cittadinanza non italiana, al 26,2%, contro il 6,7% degli italiani. Anche la cosiddetta dispersione implicita, riferita a chi conclude gli studi senza competenze adeguate, è diminuita: i dati INVALSI 2026 la collocano al 6,3%, rispetto all’8,7% del 2025.


L’intervento parte prima dell’abbandono

Per Save the Children, il rischio di dispersione nasce spesso molto prima dell’uscita dal sistema scolastico e può essere legato a demotivazione, difficoltà nelle relazioni, scarsa fiducia e senso di estraneità rispetto alla comunità. Per questo il programma lavora già nel primo ciclo su benessere, appartenenza, relazioni positive e possibilità concreta di incidere sulla vita dell’istituto.

Una delle scuole coinvolte è l’Istituto Comprensivo Morricone, nel quartiere San Basilio di Roma. Qui Save the Children e UniCredit hanno verificato il percorso compiuto per rendere la partecipazione una componente stabile della gestione scolastica. Nel 2025, inoltre, Save the Children ha avviato con Ashoka Italia una sperimentazione triennale in 18 istituti della rete, con l’obiettivo di consolidare il ruolo dei Consigli Fuoriclasse nel funzionamento ordinario delle scuole.

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