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Attualità 4 min di lettura6 ore fa

Scuola, la voce degli studenti funziona: i dati che frenano l’abbandono

Il progetto di Save the Children e UniCredit coinvolge quasi 20mila studenti in 130 scuole e punta sul protagonismo dei ragazzi per prevenire la dispersione.

Il coinvolgimento degli studenti può incidere sul benessere scolastico e aiutare a prevenire l’abbandono prima che si manifesti. È quanto emerge dal monitoraggio di Fuoriclasse in Movimento, il programma di Save the Children sostenuto dal 2024 da UniCredit attraverso il Fondo Carta Etica: nell’anno scolastico 2025-2026, l’83,5% degli alunni coinvolti ha dichiarato di stare meglio a scuola, mentre il 91,6% ha considerato utili i Consigli Fuoriclasse per dare maggiore spazio alla propria voce.


Gli studenti chiedono più ascolto

L’iniziativa ha raggiunto 130 istituti distribuiti in 16 regioni, coinvolgendo 19.981 studenti, 1.428 docenti, 530 classi e altrettanti Consigli Fuoriclasse. Il progetto è attivo sia nelle periferie delle grandi città sia nelle aree interne, con l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra ragazze, ragazzi e comunità scolastica.

I Consigli Fuoriclasse riuniscono rappresentanti degli studenti, insegnanti e dirigenti. Attraverso assemblee, consultazioni, elezioni e incontri con la dirigenza, i giovani possono segnalare problemi e proporre interventi su lezioni, spazi, relazioni tra compagni e collegamenti con il territorio. Le idee raccolte hanno portato, tra gli altri risultati, alla progettazione di laboratori, alla creazione di nuovi ambienti per apprendere e alla realizzazione di iniziative di cittadinanza attiva.

Un’indagine condotta al termine dell’anno scolastico su oltre 2.200 studenti mostra che l’86,5% avverte una maggiore attenzione degli adulti verso le proprie opinioni e l’84,3% ritiene che la scuola tenga più conto dei bisogni degli alunni. Il coinvolgimento nella vita scolastica è aumentato per l’84,1% dei partecipanti, mentre l’86,7% dice di sentirsi più capace di promuovere e difendere i propri diritti.


Benessere e relazioni migliorano

Sul piano personale, l’89,7% degli studenti segnala una crescita delle emozioni positive e l’87,5% un rafforzamento della capacità di collaborare. L’86,2% riferisce inoltre relazioni migliori con compagni e insegnanti. Tra i rappresentanti dei Consigli Fuoriclasse, l’85,2% percepisce che la propria voce venga davvero ascoltata: una quota superiore di oltre 20 punti percentuali rispetto a quella rilevata tra gli studenti senza incarichi di rappresentanza.

Anche il personale docente attribuisce un valore significativo al percorso. Nel gruppo di 644 insegnanti osservato dal monitoraggio, il 94,5% considera i Consigli Fuoriclasse efficaci per ascoltare gli studenti e il 91,8% ritiene che il progetto abbia contribuito al benessere scolastico. Il 95% nota poi un aumento delle emozioni positive tra gli alunni.

Gli insegnanti rilevano anche una partecipazione più intensa alla vita della scuola, indicata dal 91,5%, e una maggiore capacità di collaborazione, segnalata dall’88,8%. Per l’87,2% sono cresciute autostima e risorse personali, mentre l’85,6% osserva relazioni migliori. L’86,8% dichiara infine di avere consolidato le proprie competenze nelle metodologie partecipative e l’84,5% di usare più spesso approcci fondati sull’ascolto e sul coinvolgimento.


La dispersione resta diseguale

Il progetto si inserisce in un quadro nazionale che presenta alcuni miglioramenti, ma conserva differenze marcate. Secondo gli ultimi dati dell’Istituto nazionale di statistica, nel 2025 la quota di giovani tra 18 e 24 anni usciti precocemente dal sistema di istruzione e formazione è scesa all’8,2%, dal 9,8% del 2024. Il risultato consente di raggiungere in anticipo l’obiettivo europeo fissato per il 2030.

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Le distanze restano però rilevanti: l’abbandono riguarda il 10,1% dei ragazzi e il 6,2% delle ragazze. Tra i giovani con cittadinanza non italiana la percentuale arriva al 26,2%, contro il 6,7% registrato tra gli italiani. Anche la dispersione implicita, cioè il mancato raggiungimento di livelli adeguati di apprendimento nonostante il completamento del percorso, è diminuita: le rilevazioni dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione la collocano al 6,3% nel 2026, rispetto all’8,7% del 2025.

Per Save the Children, intervenire soltanto quando l’abbandono è già avvenuto significa arrivare tardi. Il distacco dalla scuola può infatti iniziare con perdita di motivazione, problemi nelle relazioni, scarsa fiducia in sé e assenza di partecipazione. Per questo Fuoriclasse in Movimento lavora già nel primo ciclo, puntando su benessere, legami positivi e senso di appartenenza.


Un modello da rendere stabile

L’Istituto Comprensivo Morricone, nel quartiere romano di San Basilio, è una delle scuole coinvolte. Qui rappresentanti di Save the Children e UniCredit hanno incontrato la comunità scolastica per conoscere il lavoro dei Consigli Fuoriclasse e il percorso avviato dall’istituto per inserire le pratiche partecipative nella gestione ordinaria della scuola.

«Da oltre dieci anni lavoriamo per prevenire la dispersione scolastica e promuovere il benessere e la partecipazione di bambine, bambini e adolescenti», ha dichiarato Giancarla Pancione, direttrice Marketing, Fundraising & Brand di Save the Children. Secondo Pancione, offrire spazi concreti per esprimere idee e bisogni contribuisce a creare comunità più inclusive e permette ai giovani di essere protagonisti del presente e del futuro della scuola.

Stefano Gallo, responsabile dello sviluppo territoriale di UniCredit, ha sottolineato che contrastare l’abbandono richiede un’azione preventiva e condizioni capaci di far sentire ragazze e ragazzi ascoltati e parte della comunità. A suo giudizio, il Fondo Carta Etica consente di sostenere interventi concreti nei territori e di investire non soltanto nell’accesso all’istruzione, ma anche nella qualità dell’esperienza scolastica.

Per consolidare questi risultati, nel 2025 Save the Children ha avviato con Ashoka Italia una sperimentazione triennale che coinvolge 18 Istituti Comprensivi della rete Fuoriclasse in Movimento. L’obiettivo è rendere più stabile il ruolo dei Consigli nella vita scolastica: dopo il primo anno, il 68,8% degli istituti aveva avviato o concluso la fase di formalizzazione delle pratiche partecipative.

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