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Attualità 4 min di lettura9 ore fa

Scuola, la voce degli studenti frena l’abbandono: i numeri del progetto

Save the Children e UniCredit portano i Consigli Fuoriclasse in 130 istituti, coinvolgendo quasi 20mila studenti per rafforzare benessere, ascolto e partecipazione.

Sentirsi ascoltati può diventare un argine alla dispersione scolastica. È questo il principio alla base della collaborazione tra Save the Children e UniCredit, che attraverso il Fondo Carta Etica sostiene dal 2024 Fuoriclasse in Movimento, il programma dedicato alla partecipazione degli studenti nella vita della scuola.

I risultati dell’anno scolastico 2025-2026 indicano un miglioramento della percezione di ascolto e benessere tra gli alunni coinvolti. Il percorso ha raggiunto 130 istituti in 16 regioni, con 19.981 studenti e studentesse, 1.428 docenti, 530 classi e 130 Consigli Fuoriclasse, soprattutto in periferie urbane e aree interne.


L’ascolto diventa pratica concreta

I Consigli Fuoriclasse riuniscono rappresentanti degli studenti, insegnanti e dirigenti. Attraverso elezioni, assemblee, consultazioni nelle classi e confronti con la dirigenza, ragazze e ragazzi possono segnalare problemi e proporre interventi sulla didattica, sugli spazi, sulle relazioni e sul rapporto tra scuola e territorio.

Le idee emerse non restano soltanto sul piano teorico. In diversi istituti hanno portato alla progettazione di laboratori, alla creazione o riqualificazione di ambienti per l’apprendimento, alla cura degli spazi comuni e alla realizzazione di iniziative di cittadinanza attiva insieme alla comunità locale.

«Contrastare la dispersione scolastica significa intervenire prima che l’abbandono si manifesti», ha spiegato Stefano Gallo, responsabile dello sviluppo territoriale di UniCredit. Secondo Gallo, il progetto consente di costruire contesti educativi più inclusivi e di offrire agli studenti occasioni reali per esprimersi e contribuire alle decisioni della comunità scolastica.


I dati raccontano un effetto positivo

Il monitoraggio condotto su oltre 2.200 studenti mostra che il 91,6% considera i Consigli Fuoriclasse utili per dare più spazio alla voce degli alunni. L’86,5% rileva una maggiore attenzione degli adulti alle proprie opinioni, mentre l’84,3% ritiene che la scuola tenga maggiormente conto dei bisogni degli studenti.

Gli indicatori legati al benessere registrano risultati altrettanto significativi: l’89,7% riferisce di aver sperimentato più emozioni positive, l’87,5% di aver rafforzato la capacità di collaborare e l’86,2% di avere rapporti migliori con compagni e insegnanti. L’83,5% dichiara infine di stare meglio a scuola.

Il coinvolgimento nella vita dell’istituto è cresciuto per l’84,1% degli intervistati, mentre l’86,7% segnala una maggiore capacità di promuovere e difendere i propri diritti. Tra gli studenti eletti nei Consigli Fuoriclasse, l’85,2% sente che la propria voce venga davvero presa in considerazione: una quota superiore di oltre 20 punti rispetto a quella rilevata tra chi non ricopre incarichi di rappresentanza.

Anche il punto di vista degli insegnanti conferma l’impatto dell’esperienza. Tra i 644 docenti coinvolti, il 94,5% giudica i Consigli uno strumento efficace per ascoltare gli studenti, il 91,8% associa il progetto a un miglioramento del benessere scolastico e il 95% nota un aumento delle emozioni positive tra gli alunni.

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La dispersione comincia molto prima

I docenti riferiscono inoltre una crescita della partecipazione scolastica nel 91,5% dei casi, un miglioramento delle capacità collaborative nell’88,8%, un rafforzamento dell’autostima e delle risorse personali nell’87,2% e relazioni più positive nell’85,6%. L’86,8% dichiara di avere sviluppato competenze più solide nelle metodologie partecipative, mentre l’84,5% afferma di ricorrere maggiormente a strategie educative fondate sull’ascolto e sul coinvolgimento.

La prevenzione viene considerata essenziale perché l’abbandono è spesso il punto finale di un percorso iniziato con perdita di motivazione, difficoltà nei rapporti, scarso senso di appartenenza e minore partecipazione alla vita dell’istituto. Per questo Fuoriclasse in Movimento opera già nel primo ciclo, puntando su fiducia in sé, relazioni positive e benessere.

I dati nazionali mostrano che nel 2025 la percentuale di giovani tra 18 e 24 anni usciti precocemente dal sistema di istruzione e formazione è scesa all’8,2%, dal 9,8% del 2024. L’obiettivo europeo previsto per il 2030 è stato così raggiunto in anticipo, ma restano divari marcati: il fenomeno riguarda il 10,1% dei ragazzi contro il 6,2% delle ragazze e il 26,2% dei giovani con cittadinanza non italiana, a fronte del 6,7% degli italiani.

Anche la dispersione implicita, riferita a chi conclude il percorso scolastico senza raggiungere livelli adeguati di apprendimento, è diminuita: secondo i dati INVALSI 2026, si attesta al 6,3%, rispetto all’8,7% del 2025.


Il progetto punta a radicarsi

Un momento di verifica dell’iniziativa si è svolto all’Istituto Comprensivo Morricone, nel quartiere San Basilio di Roma. Qui rappresentanti di Save the Children e UniCredit hanno osservato il funzionamento dei Consigli e il lavoro dell’istituto per inserire le pratiche partecipative nella gestione ordinaria della scuola.

«L’ascolto degli studenti e il loro coinvolgimento nelle decisioni possono contribuire a creare comunità scolastiche più inclusive», ha dichiarato Giancarla Pancione, direttrice marketing, raccolta fondi e marchio di Save the Children. La collaborazione con UniCredit, ha aggiunto, permette di estendere il percorso a un numero crescente di bambini, adolescenti e ragazzi.

Nel 2025 Save the Children ha inoltre avviato, insieme ad Ashoka Italia, una sperimentazione triennale che coinvolge 18 istituti comprensivi della rete Fuoriclasse in Movimento. L’obiettivo è rendere stabile il ruolo dei Consigli nella vita scolastica e rafforzare nel tempo la partecipazione dell’intera comunità educativa.

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