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Attualità 4 min di lettura3 ore fa

Scuola, la voce degli studenti frena la dispersione: i numeri del progetto

Save the Children e UniCredit portano i Consigli Fuoriclasse in 130 scuole: partecipazione, benessere e ascolto diventano strumenti contro l’abbandono.

Sentirsi ascoltati può rafforzare il legame con la scuola e aiutare a prevenire l’abbandono prima che si manifesti. È la prospettiva alla base di Fuoriclasse in Movimento, il programma di Save the Children sostenuto dal 2024 da UniCredit attraverso il Fondo Carta Etica, che nell’anno scolastico 2025-2026 ha coinvolto 130 istituti in 16 regioni.

L’iniziativa ha raggiunto 19.981 studenti e studentesse, 1.428 docenti, 530 classi e 130 Consigli Fuoriclasse. Il progetto è stato sviluppato sia nelle periferie delle grandi città sia nelle aree interne, con l’obiettivo di rendere ragazze e ragazzi parte delle decisioni che riguardano la vita scolastica.


Più ascolto, più benessere a scuola

I Consigli Fuoriclasse riuniscono rappresentanti degli studenti, insegnanti e dirigenti. Attraverso assemblee, consultazioni nelle classi, elezioni e confronti con la dirigenza, gli alunni possono segnalare problemi e avanzare proposte su didattica, ambienti, rapporti tra compagni e collegamento tra scuola e territorio.

Il monitoraggio condotto su oltre 2.200 studenti e studentesse restituisce risultati positivi. Il 91,6% considera questi organismi utili per avere maggiore voce, l’86,5% avverte una più forte attenzione degli adulti alle proprie opinioni e l’84,3% ritiene che l’istituto tenga maggiormente conto dei bisogni degli alunni.

Anche gli indicatori legati al benessere mostrano valori elevati: l’89,7% riferisce più emozioni positive, l’87,5% una migliore capacità di collaborare, l’86,2% relazioni più solide con compagni e insegnanti e l’83,5% dichiara di stare meglio a scuola. L’84,1% segnala inoltre un coinvolgimento più intenso nella vita dell’istituto, mentre l’86,7% dice di sentirsi più capace di promuovere e difendere i propri diritti.

Tra gli studenti che ricoprono incarichi nei Consigli Fuoriclasse, l’85,2% percepisce che la propria voce venga realmente presa in considerazione: una quota superiore di oltre 20 punti percentuali rispetto a quella rilevata tra chi non ha ruoli di rappresentanza.


Anche gli insegnanti vedono il cambiamento

Il giudizio dei 644 docenti coinvolti nella rilevazione conferma l’impatto del percorso. Il 94,5% considera i Consigli Fuoriclasse efficaci per ascoltare gli studenti, il 91,8% ritiene che abbiano favorito il benessere scolastico e il 95% nota una crescita delle emozioni positive tra gli alunni.

Gli insegnanti indicano anche una partecipazione più ampia alla vita della scuola, rilevata dal 91,5% del campione, oltre a progressi nella collaborazione, segnalati dall’88,8%, nell’autostima e nelle risorse personali, indicati dall’87,2%, e nelle relazioni, osservati dall’85,6%.

Il progetto produce effetti anche sulle pratiche degli adulti. L’86,8% dei docenti afferma di avere rafforzato le proprie competenze sulle metodologie partecipative, mentre l’84,5% dichiara di ricorrere più spesso a modalità educative fondate sull’ascolto e sul coinvolgimento degli studenti.

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“Contrastare la dispersione scolastica significa agire prima che l’abbandono emerga”, ha dichiarato Stefano Gallo, responsabile dello sviluppo territoriale di UniCredit, sottolineando il valore di contesti nei quali ragazze e ragazzi possano sentirsi coinvolti e parte della comunità scolastica.


Il divario resta un nodo aperto

Il quadro nazionale registra un miglioramento, ma le differenze tra i gruppi restano marcate. Secondo gli ultimi dati ISTAT, nel 2025 la percentuale di giovani tra 18 e 24 anni usciti precocemente dal sistema di istruzione e formazione è scesa all’8,2%, dal 9,8% del 2024, raggiungendo in anticipo il traguardo europeo previsto per il 2030.

La quota è però più alta tra i ragazzi, pari al 10,1%, rispetto alle ragazze, ferme al 6,2%. Il divario è ancora più ampio considerando la cittadinanza: il fenomeno riguarda il 26,2% dei giovani non italiani contro il 6,7% degli italiani. Anche la dispersione implicita, cioè il mancato raggiungimento di livelli adeguati di apprendimento pur avendo concluso il percorso scolastico, è diminuita dal 8,7% del 2025 al 6,3% secondo i dati INVALSI 2026.

Save the Children osserva tuttavia che l’abbandono rappresenta spesso l’esito di un processo iniziato in precedenza, con demotivazione, difficoltà nelle relazioni, debole senso di appartenenza e scarso coinvolgimento. Per questo il programma interviene già nel primo ciclo, lavorando sulla fiducia in sé, sulle relazioni positive, sulla partecipazione e sul benessere.


La partecipazione entra nella governance

Tra le scuole coinvolte c’è l’Istituto Comprensivo Morricone, nel quartiere romano di San Basilio. Qui Save the Children e UniCredit hanno svolto un incontro per esaminare l’esperienza dei Consigli Fuoriclasse e il percorso con cui l’istituto sta inserendo le pratiche partecipative nella propria governance.

Nel 2025 Save the Children ha inoltre avviato, insieme ad Ashoka Italia, una sperimentazione triennale in 18 Istituti Comprensivi della rete Fuoriclasse in Movimento. L’obiettivo è rendere stabile il ruolo dei Consigli all’interno delle scuole: al termine del primo anno, il 68,8% degli istituti aveva avviato o concluso la fase di formalizzazione di questo percorso.

“Dare spazio alle idee e ai bisogni degli studenti contribuisce a costruire comunità scolastiche più inclusive”, ha affermato Giancarla Pancione, direttrice Marketing, Fundraising & Brand di Save the Children, spiegando che il sostegno di UniCredit consente di estendere il programma a un numero crescente di bambine, bambini e adolescenti.

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