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Attualità 2 min di lettura5 ore fa

Grynkewich avverte: «Se la Nato sarà attaccata, vinceremo

Da Varsavia il comandante alleato ribadisce la linea della deterrenza e difende l’impegno degli Stati Uniti sul fianco orientale dell’Alleanza.

L’impegno americano nella Nato non dovrebbe essere messo in discussione, ha chiarito il comandante supremo delle forze alleate in Europa Alexus Grynkewich. Da Varsavia, durante un forum sulla sicurezza, il generale ha collegato la presenza delle truppe statunitensi sul fianco orientale alla volontà dell’Alleanza di scoraggiare ogni possibile aggressione.


La deterrenza passa dalla prontezza

Le sue parole arrivano mentre la guerra tra Russia e Ucraina resta lontana da una soluzione negoziale. Inoltre, secondo le valutazioni dell’intelligence delle ultime settimane, non viene escluso il rischio di un’azione di Mosca contro un Paese appartenente alla Nato.

Grynkewich ha precisato che l’Alleanza non intende provocare conflitti, ma sta aumentando preparazione e capacità operative. Il comandante ha riassunto così la posizione espressa a Varsavia: «Sappiamo come combatteremo qualora dovessimo trovarci a farlo, e sappiamo che vinceremo».

A suo giudizio, l’obiettivo è convincere qualunque potenziale avversario che il momento attuale non sia quello giusto per attaccare. La Nato, ha spiegato, è oggi più unita e pronta, con una distribuzione degli oneri ritenuta più equilibrata e strumenti militari più efficaci.


Il nodo delle truppe americane

Rispondendo a una domanda sull’eventuale intervento degli Stati Uniti in difesa di un alleato europeo, il generale ha distinto l’impegno politico dalle decisioni operative. Stabilire quali Paesi forniscano soldati e in quali aree schierarli spetta infatti alla politica, mentre la presenza militare statunitense in Polonia e lungo il fianco orientale è già concreta.

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Grynkewich ha ricordato di essere un ufficiale americano inviato in Europa dal presidente Donald Trump, dopo la conferma del Senato degli Stati Uniti e la designazione nell’ambito del Consiglio del Nord Atlantico. A suo avviso, il suo stesso incarico rappresenta una prova dell’attenzione riservata da Washington all’Alleanza.


Il piano in caso di attacco

Il comandante ha anche illustrato le conseguenze previste dalla propria strategia militare, definita una «Teoria della Vittoria». Ha detto che applicarla richiederebbe ordini che spera di non dover mai impartire, perché la Nato nasce con lo scopo di preservare la pace.

Nel caso in cui un conflitto dovesse comunque iniziare, la risposta sarebbe articolata in due fasi: prima il blocco e la neutralizzazione dell’attacco, poi la distruzione delle forze responsabili qualora l’aggressione proseguisse. La fermezza della dichiarazione è stata accompagnata dal richiamo all’unità dell’Alleanza e alla necessità di mantenere credibile la deterrenza.

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