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Attualità 2 min di lettura29 min fa

Scuola e futuro, oltre 1.400 studenti alla prova delle professioni che cambiano

Alla Nuvola di Roma l’iniziativa del Campus Bio-Medico mette i ragazzi di fronte a tecnologia, salute, sostenibilità e scelte formative.

Sarà Dennis C. Liotta, scienziato statunitense impegnato nello sviluppo di farmaci innovativi contro l’Aids, l’ospite principale dell’appuntamento pomeridiano organizzato dal Campus Bio-Medico di Roma. L’incontro, gratuito e rivolto a università, ricerca e imprese, sarà dedicato al rapporto tra formazione avanzata, innovazione e trasferimento tecnologico.

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La ricerca prova a diventare futuro

A partire dalle 16, alla Roma Convention Center La Nuvola, la Scuola di Dottorato dell’ateneo presenterà il proprio ruolo nel collegare i corsi magistrali, la ricerca di frontiera e le applicazioni concrete delle nuove conoscenze. Liotta terrà una lezione magistrale, mentre due tavole rotonde affronteranno la collaborazione tra mondo accademico e aziende.

Il confronto si concentrerà anche sugli ostacoli che possono rallentare il passaggio dai risultati scientifici ai prodotti e ai servizi destinati alla società. L’obiettivo è mostrare come la ricerca possa trasformarsi in opportunità professionali e in risposte ai bisogni reali.


Tecnologia sì, ma con responsabilità

Il tema era già stato al centro della mattinata, quando oltre 1.400 studenti delle scuole superiori di Roma e del Lazio hanno partecipato a “Human, +Idee, persone e innovazioni delle professioni del futuro”. L’iniziativa, realizzata dal Campus Bio-Medico insieme a Skuola.net, ha proposto un percorso interattivo sulle trasformazioni che stanno interessando scienza, medicina, tecnologia e lavoro.

Il rettore Rocco Papalia ha spiegato che l’università vuole superare il modello della semplice presentazione dei corsi, aiutando i giovani a valutare opportunità e rischi legati all’intelligenza artificiale, alla robotica, all’ingegneria, alla medicina e alla sostenibilità. «La persona deve restare al centro e la tecnologia essere sempre un mezzo, non un fine», ha affermato.

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Quattro domande per orientarsi

Il percorso è stato articolato in quattro momenti dedicati a salute e tecnologia, alimentazione e sostenibilità, identità e lavoro, oltre al ruolo del digitale e dell’intelligenza artificiale. Ogni segmento è partito da una domanda rivolta direttamente agli studenti, chiamati a intervenire con sondaggi, quesiti e prove interattive.

Tra gli interrogativi proposti figuravano il futuro della cura, ciò che potremmo mangiare nel 2050, i limiti da porre alle macchine e le competenze destinate a diventare più importanti. In questo modo l’orientamento è stato presentato come un’esperienza di confronto, non come una descrizione statica dei percorsi universitari.


Dal confronto al profilo personale

La mattinata si è conclusa con la costruzione di un profilo del futuro, pensato per aiutare ciascun partecipante a collegare interessi, capacità e aspirazioni alle professioni incontrate durante l’evento. Il lavoro ha permesso ai ragazzi di riflettere anche sulle responsabilità, sulle difficoltà e sulle possibilità associate ai diversi ruoli.

Anna Paola Sabatini, direttrice generale dell’Ufficio scolastico regionale per il Lazio, ha sottolineato che orientare non significa imporre una scelta già definita. Scuola e università, secondo Sabatini, devono collaborare per trasformare l’idea del futuro in un progetto personale consapevole e responsabile.

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