Schwazer, la battaglia continua: l’offerta di Gianna Nannini
L’atleta altoatesino racconta il peso degli anni di udienze e la nuova linea difensiva, mentre la cantautrice si schiera ancora al suo fianco.
Alex Schwazer ammette di avere ancora un legame profondo con lo sport, nonostante tutto ciò che ha dovuto attraversare. Dopo anni di accuse, udienze e tensioni, avrebbe avuto motivi sufficienti per allontanarsene, ma la passione non è mai venuta meno: «Avrei tutto il diritto di esserne nauseato dopo tutto quello che è successo e invece lo amo ancora».
A Trento l’atleta ha anche ammesso di non sapere se, conoscendo in anticipo il prezzo della battaglia, avrebbe scelto di andare avanti. Il percorso seguito dal 2016 gli ha imposto cinque anni molto difficili, durante i quali le questioni legate ai campioni analizzati hanno finito per occupare spazio anche ai pensieri dedicati alla figlia.
L’amore per lo sport resta intatto
Schwazer ha spiegato di non essersi sentito completamente abbandonato: la famiglia e le persone che hanno lavorato con lui gli sono rimaste accanto. Diverso, secondo il suo racconto, è stato il rapporto con il movimento sportivo italiano, dal quale si è sentito messo da parte fino a percepirsi, a un certo punto, come una persona ormai finita.
Dal 2016 ha presenziato a ogni udienza, vivendo quelle giornate con sofferenza. Avrebbe voluto concentrarsi sulla preparazione e sulle gare, non trovarsi costretto a difendersi in tribunale; oggi considera quella lunga esperienza una ferita ancora aperta, anche se non ha smesso di voler comprendere fino in fondo ciò che è accaduto.
Nannini lo difende sul palco
A sostenerlo pubblicamente è stata Gianna Nannini, intervenuta al Festival dello Sport in Piazza del Duomo a Trento. La cantante, legata a Schwazer da un’amicizia nata a Merano, ha raccontato di essere rimasta colpita dalla sua personalità fin dal primo incontro e lo ha descritto come una persona autentica e limpida.
Nannini lo considera una risorsa preziosa per lo sport italiano e ha scelto proprio lui come allenatore per le proprie competizioni di triathlon. Secondo la cantautrice, le sue qualità e la sua velocità potrebbero avere infastidito qualcuno intenzionato a fermarlo. Poi, riferendosi alla vicenda giudiziaria e sportiva, ha detto: «Quando un’ingiustizia diventa accanimento allora bisogna incazzarsi davvero. Se ripenso alla sua vicenda, mi viene da piangere. Lui è innocente».
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La nuova strada sui campioni analizzati
Nel frattempo, la difesa dell’altoatesino ha cambiato impostazione. Schwazer ha accettato formalmente che venga esaminato il campione B relativo alla positività rilevata in Germania all’inizio dell’anno, ma ha precisato di non essere stato lui a chiedere direttamente l’analisi.
La disponibilità è arrivata dopo i contatti tra i suoi legali e la Nada tedesca, che avrebbe prospettato un controllo diverso, basato su una metodologia nuova. L’atleta considera questa possibilità rilevante per chiarire il caso: «È una strada che per noi sarebbe importante».
Un caso diverso da quello del 2016
Schwazer ha riferito di stare abbastanza bene, pur descrivendo gli ultimi mesi come particolarmente pesanti. Tornare a occuparsi di una vicenda già vissuta in passato gli ha richiesto molte energie, ma ritiene indispensabile ricostruire i fatti e capire l’origine di quanto successo.
Rispetto alla positività del 2016, l’atleta ritiene che la situazione attuale sia differente. La prima volta non immaginava quanto sarebbe stato lungo e duro il cammino; oggi conosce meglio le difficoltà che lo attendono e non vorrebbe ripeterle, ma sente ancora il bisogno di arrivare alla verità.
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