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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Difesa, la coperta si accorcia: cosa rischia la manovra

La richiesta di flessibilità presentata a Bruxelles riduce le risorse attese per la sicurezza e rimette in discussione alcune ipotesi di spesa.

Le risorse destinate alla Difesa potrebbero essere inferiori rispetto alle previsioni iniziali. Nel quadro delineato dal Governo, la richiesta di maggiore flessibilità sui conti pubblici vale 14 miliardi di euro nel 2027 e altrettanti nel 2028: per la sicurezza è indicato uno spazio pari allo 0,3% del Pil ogni anno, circa sette miliardi complessivi in meno rispetto alle attese.

Il quadro non è ancora definitivo, ma la direzione appare già chiara: con l’inflazione ancora elevata e la nuova pressione sui titoli di Stato, la disponibilità finanziaria per la prossima legge di bilancio si annuncia limitata. Di conseguenza, alcune misure ipotizzate nei mesi scorsi potrebbero non trovare spazio.


Il margine per la Difesa si riduce

Il Documento programmatico di finanza pubblica stabilisce la cornice entro cui sarà costruita la manovra. Al suo interno, l’esecutivo ha previsto di chiedere all’Unione europea l’attivazione della clausola nazionale di salvaguardia per far fronte alle maggiori spese legate all’energia e alla sicurezza.

La richiesta è stata trasmessa alla Commissione europea il 10 settembre, come comunicato da Palazzo Chigi. Per il 2027, secondo il ministro della Difesa Guido Crosetto, lo 0,3% del Pil era già stato messo in conto e dovrebbe restare destinato alle priorità del comparto; per il 2028, invece, l’incremento previsto inizialmente allo 0,6% è stato ridimensionato allo 0,3%.

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Giorgetti frena sulle promesse

A Palazzo Chigi, dopo il Consiglio dei ministri, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha descritto una manovra «seria» e ha invitato alla prudenza sulle misure annunciate in precedenza. «La mia risposta è probabilmente diversa da un mese fa», ha detto, spiegando che l’attuale situazione impone un approccio più cauto.

Crosetto ha riconosciuto le ragioni economiche della decisione, citando l’inflazione e le tensioni sui mercati finanziari. Il ministro ha però chiesto che la quota già prevista per il 2027 non venga ridotta e sia impiegata sugli obiettivi prioritari della Difesa; per il 2028, invece, ha auspicato che un miglioramento delle condizioni consenta in seguito di aumentare nuovamente lo stanziamento.

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