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Attualità 3 min di lettura51 min fa

Scarcerato Youssef Siher, respinta la convalida del fermo

La giudice per le indagini preliminari ha respinto la richiesta, dopo quattro giorni trascorsi nel carcere di San Vittore

Youssef Siher è tornato libero dopo quattro giorni nel carcere di San Vittore. La giudice per le indagini preliminari ha respinto la richiesta di convalida del fermo disposto nei confronti del ricercatore 30enne.

Il Corriere della Sera aveva riportato nei giorni scorsi la richiesta della Procura di mantenerlo in carcere, citando l’ipotesi che Siher potesse sviluppare una strategia rivoluzionaria. La scarcerazione è arrivata mercoledì 28 ottobre, dopo un caso giudiziario e mediatico aperto con il fermo del 24 ottobre.

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Le accuse e le reazioni politiche

A Siher vengono contestate l’istigazione a delinquere aggravata dal terrorismo e la violenza organizzata. Quest’ultima fattispecie è stata introdotta dall’ultimo decreto Sicurezza, entrato in vigore poche ore prima del suo arresto.

Il ministro Matteo Piantedosi lo aveva indicato come la presunta mente del Movimento 17 ottobre. Guido Crosetto, esponente di Fratelli d’Italia, aveva invece elogiato le forze dell’ordine per avere individuato quello che definiva l’ideatore dei disordini.

Il giovane, figlio di genitori marocchini, laureato e di fede islamica, è stato associato dai quotidiani a un ruolo centrale nelle proteste. Tra le definizioni pubblicate figurano “l’ayatollah dei maranza”, attribuita dal Giornale, e “la mente delle rivolte”, scelta da Libero.


Le campagne dei quotidiani

Il Giornale ha collegato la vicenda alle posizioni politiche e all’attivismo di Siher. Il quotidiano ha ricordato il suo sostegno a un’interrogazione di Nicola Fratoianni, l’impegno a favore della Palestina e i riferimenti al genocidio e alla libertà “dal fiume al mare”.

Nei giorni successivi la testata ha evidenziato la partecipazione di Siher a un incontro con Aboubakar Soumahoro e la presenza in piazza accanto a Mohammad Hannoun. Il 27 ottobre, accanto a un’intervista a Matteo Salvini sull’Islam e sulla Lega, il giornale lo ha presentato come “l’ideologo eversore”, evocando anche possibili rapporti con i Fratelli musulmani e una presunta volontà di provocare una “primavera araba” a Milano.

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Libero ha utilizzato il caso per contestare l’idea che le proteste avessero origini socio-economiche e per attaccare il Fatto Quotidiano, dove Siher aveva svolto uno stage nella redazione milanese. Il direttore Alessandro Sallusti ha sostenuto la tesi di un progetto politico islamico diretto a destabilizzare l’Italia e ha collegato il giovane anche al Movimento 5 Stelle.

Le prime pagine successive hanno insistito sui suoi rapporti personali e familiari. Una di queste ha richiamato l’indagine sulla moglie, mentre quella del 27 ottobre ha accusato il Partito democratico di averlo sostenuto.


Il caso nelle altre testate

La Verità ha respinto l’interpretazione delle rivolte come espressione del disagio economico e ha attribuito a Siher la guida del Movimento 17 ottobre. Il quotidiano ha dato rilievo alle sue origini familiari, definendolo un italiano di seconda generazione con laurea e master.

La stessa testata ha sostenuto che dietro le proteste potessero esserci finanziamenti pubblici, richiamando il lavoro della moglie per un’associazione che avrebbe ricevuto risorse dal Comune di Milano e da altri enti. Nel commento del direttore Maurizio Belpietro, la vicenda è stata presentata come una prova dei limiti dell’integrazione.

Anche il Corriere della Sera ha definito Siher “il regista del movimento” e ha pubblicato riferimenti ai suoi articoli per il Fatto Quotidiano, il Foglio e l’Ispi, l’istituto di geopolitica con cui collaborava. In un’altra pagina sono comparse le fotografie e gli indirizzi delle sedi milanesi dei due giornali e dell’Ispi.

Il 26 ottobre il quotidiano ha rilanciato l’accusa di eversione e le valutazioni della Procura sul rischio di terrorizzare la popolazione. Il giorno seguente ha riportato la richiesta di carcere dei pubblici ministeri; mercoledì, invece, la giudice ha negato la convalida del fermo e Siher è stato scarcerato.

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