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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Tajani attacca la gip: «Grave liberare Youssef Siher»

Il ministro degli Esteri critica l’ordinanza di Milano e chiede ai magistrati più cautela nelle decisioni

La gip Tiziana Landoni ha respinto la convalida del fermo e disposto la scarcerazione di Youssef Siher. Antonio Tajani ha definito la decisione molto grave, sostenendo che possa incidere sulla sicurezza nazionale.

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La reazione del ministro

Il vicepremier e ministro degli Esteri ha affidato a X la sua posizione sul provvedimento del tribunale di Milano. «Rimetterlo in libertà significa mettere in pericolo la sicurezza del Paese», ha scritto Tajani, riferendosi a Siher, indicato come uno dei principali promotori delle violenze avvenute nel capoluogo lombardo la scorsa settimana.

Secondo il segretario di Forza Italia, l’ordinanza rischia inoltre di indebolire il lavoro delle forze dell’ordine impegnate contro terrorismo e criminalità. Tajani ha aggiunto che alcune decisioni giudiziarie dovrebbero essere assunte «con maggiore cautela e senso di responsabilità».


Il provvedimento su Siher

La procura aveva chiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere per il ricercatore, arrestato il 24 ottobre. Le accuse contestate sono istigazione a delinquere aggravata dalla finalità terroristica e violenza organizzata durante manifestazioni pubbliche.

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La giudice Landoni ha però respinto entrambe le richieste, facendo tornare Siher in libertà. Tajani lo ha descritto come una figura di primo piano nelle violenze milanesi, mentre la decisione della gip ha escluso l’applicazione della misura cautelare sollecitata dalla procura.


Il confronto sul caso Regeni

Nel caso dei tre agenti dei servizi segreti egiziani condannati per il sequestro di Giulio Regeni, Tajani aveva richiamato il carattere non definitivo della pronuncia. La sentenza, aveva osservato, era soltanto di primo grado e sarebbe stato necessario attendere gli eventuali giudizi di secondo e terzo grado.

Il richiamo ai diversi livelli di giudizio è stato accostato alle parole usate ora contro la scarcerazione di Siher. La vicenda ha riportato al centro il rapporto tra prudenza giudiziaria, sicurezza pubblica e posizioni politiche del vicepremier.

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