Scaffali e strade, l’Italia resta divisa: cosa succede ora
In Calabria ripartono consegne e rifornimenti dopo la sospensione dei blocchi, mentre in altre zone la protesta contro il caro carburante continua.
La sospensione della mobilitazione dei tir in Calabria sta consentendo ai supermercati di rifornirsi nuovamente, anche se il ritorno alla normalità richiederà ancora alcuni giorni. Nel frattempo, in Campania restano attivi blocchi sull’A1 e in altre aree del Paese proseguono le proteste legate al costo del carburante. Il governo si prepara ad affrontare la situazione nel Consiglio dei ministri, mentre il Garante degli scioperi richiama al rispetto delle regole per tutelare i servizi essenziali.
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In Calabria arrivano i primi rifornimenti
Dopo la decisione di Fedralog di interrompere i blocchi, frutta e verdura sono tornate sugli scaffali di gran parte dei punti vendita calabresi. Le consegne, tuttavia, non sono ancora uniformi: insieme ai prodotti freschi stanno riprendendo anche gli arrivi degli altri generi alimentari e le forniture di carburante agli impianti rimasti senza benzina e gasolio.
La maggior parte dei presidi situati lungo i principali snodi viari è stata sciolta nella notte. Restano alcuni mezzi pesanti nella zona di Sant’Onofrio e nel Cosentino, ma senza conseguenze rilevanti sulla circolazione. Gli agricoltori, invece, hanno scelto di mantenere i propri punti di presenza a Falerna, Castrovillari, San Marco Argentano e Spezzano Albanese, precisando che le iniziative proseguiranno in modo pacifico e senza blocchi.
Matteo Talarico, esponente del Movimento Territorio e Agricoltura, ha annunciato anche nuovi presidi nei prossimi giorni allo svincolo di Pizzo e lungo la strada statale 106, a Botricello. La prosecuzione della mobilitazione viene motivata dall’assenza, secondo gli organizzatori, di risposte sufficienti e di un confronto concreto con le istituzioni.
Il governo cerca un equilibrio delicato
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha riconosciuto la legittimità del dissenso e dello sciopero, ma ha sottolineato che la protesta non può impedire agli altri di lavorare né interrompere la distribuzione di beni indispensabili. «Bisogna intervenire per evitare che a chi vuole lavorare venga impedito di lavorare», ha detto a Sky Tg24, ricordando l’emergenza alimentare che interessa soprattutto il Mezzogiorno.
Nordio ha inoltre parlato del rischio di infiltrazioni criminali nella protesta degli autotrasportatori. A suo giudizio, in una situazione di forte disagio sociale, la possibilità di strumentalizzazioni da parte delle mafie sarebbe elevata, pur escludendo l’idea che intere regioni siano governate dalla criminalità organizzata.
La Commissione di Garanzia per gli scioperi ha intanto definito preoccupante il quadro dei blocchi stradali, ritenuti in contrasto con le norme che regolano il settore. L’autorità avverte che il protrarsi delle iniziative potrebbe compromettere approvvigionamenti, salute, sicurezza e libertà di movimento, e valuta misure urgenti per favorire la ripresa delle consegne e dei servizi essenziali.
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Anche la pesca minaccia nuovi scioperi
A Pescara tutti i pescherecci della marineria locale sono rimasti ormeggiati per protestare contro il prezzo del gasolio, arrivato a 1,17 euro al litro. La categoria attende risposte dal governo e ha convocato un incontro con la partecipazione prevista dell’assessore regionale all’Agricoltura, alla Caccia e alla Pesca, Emanuele Imprudente.
Doriano Camplone, presidente dell’Associazione Pesca Professionale “Mimmo Grosso”, ha spiegato che la protesta coinvolge una mobilitazione più ampia, alla quale aderiscono 43 marinerie italiane. «Siamo pronti a passare da un fermo pacifico a scioperi più importanti», ha dichiarato, se non arriveranno provvedimenti concreti per il comparto.
La flotta pescarese comprende 45 imbarcazioni a strascico e dà lavoro direttamente a circa 150 persone, oltre a sostenere attività collegate come cantieri, cooperative di facchinaggio, commercio e ristorazione. Secondo Camplone, gli interventi finora annunciati, compresi i bandi regionali per il credito d’imposta, non si sono ancora tradotti in aiuti effettivi per imprese ed equipaggi.
Presidi ancora attivi in Sicilia
A Gela gli autotrasportatori hanno deciso di non rimuovere il presidio lungo un tratto della strada statale 117 bis. La protesta contro il caro carburante resta quindi in corso, nonostante le notizie relative alla sospensione della mobilitazione arrivate da altre regioni.
Il quadro nazionale rimane dunque frammentato: in Calabria i rifornimenti hanno ripreso a circolare, mentre in Campania e in altri territori persistono iniziative e blocchi. Le prossime decisioni del Consiglio dei ministri dovranno tenere insieme le richieste delle categorie, la continuità delle attività economiche e la tutela dei cittadini.
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