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Attualità 2 min di lettura49 min fa

Satelliti all’Ucraina, l’allarme di Crosetto: «Così la guerra continua

Il ministro della Difesa critica l’ipotesi di ridurre il supporto americano a Kiev e conferma l’impegno italiano, nonostante le difficoltà parlamentari

Gli attacchi informatici contro l’Italia sono «centinaia ogni giorno», ha riferito Guido Crosetto, descrivendo una pressione costante sul Paese. Il ministro della Difesa ha parlato anche delle minacce ibride legate al conflitto in Ucraina, in un’intervista rilasciata alla Bbc nella sede del dicastero a Roma.

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La pressione russa non è solo militare

L’Italia, ha ricordato Crosetto, non ha subito finora episodi di sabotaggio paragonabili a quelli segnalati in altri Paesi europei schierati al fianco di Kiev. Anche l’incendio verificatosi ad agosto in un deposito di armi alla periferia della capitale non sarebbe stato provocato intenzionalmente: il ministro lo ha ricondotto alla «stupidità umana».

Sul piano digitale, invece, il quadro è diverso. Crosetto ha segnalato una quantità quotidiana di incursioni informatiche, senza fornire ulteriori dettagli sui responsabili o sui bersagli delle operazioni.


Roma conferma il sostegno a Kiev

Il governo italiano, ha assicurato il ministro, continuerà a fornire assistenza militare all’Ucraina «finché questo governo sarà in carica». Per autorizzare nuovi invii, però, il passaggio in Parlamento potrebbe diventare più complesso con l’avvicinarsi delle elezioni.

Crosetto ha inoltre collegato le difficoltà nel mantenere il consenso agli aiuti a una campagna di disinformazione attribuita a Mosca. Secondo la sua ricostruzione, tale attività punterebbe a influenzare alcune figure politiche e a diffondere messaggi capaci di rendere meno ostile il clima pubblico nei confronti della Russia.

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Il nodo delle informazioni satellitari

Nel colloquio, il ministro ha contestato l’eventualità che gli Stati Uniti riducano l’accesso ucraino ai sistemi satellitari e ai dati d’intelligence impiegati per contrastare gli attacchi russi. A suo giudizio, una decisione simile sarebbe priva di logica e finirebbe per allontanare la prospettiva di una soluzione negoziata, invece di accelerarla.

Crosetto ha spiegato che Vladimir Putin potrebbe interpretare ogni cedimento occidentale come il segnale di una vulnerabilità ucraina. Se il Cremlino ritenesse possibile avanzare ancora, ha osservato, avrebbe un incentivo a proseguire le operazioni militari.


La pace passa dallo stallo

Per il ministro, un accordo potrà maturare soltanto quando il presidente russo sarà convinto di non poter ottenere ulteriori conquiste sul campo. Limitare a Kiev strumenti di osservazione e informazioni, ha sostenuto, produrrebbe l’effetto opposto: renderebbe più fragile la difesa del Paese aggredito e potrebbe allungare il conflitto.

Crosetto ha definito «completamente sbagliato» privare l’Ucraina di risorse utili alla sua sicurezza. Ha poi respinto ogni ambiguità sulla natura dell’invasione russa, ricordando che da quattro anni vengono colpiti territori, ospedali, scuole, civili e infrastrutture energetiche.

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