Santanchè verso l’udienza preliminare: le accuse e chi rischia il processo
La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per Daniela Santanchè, altre 14 persone e una società nell’inchiesta sui dissesti di quattro imprese.
Sarà ora il giudice dell’udienza preliminare a decidere se trasformare in processo l’inchiesta che coinvolge Daniela Santanchè. La richiesta avanzata dalla Procura di Milano riguarda la senatrice di Fratelli d’Italia, già ministra del Turismo, altre 14 persone e una società.
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La decisione passa al giudice
L’istanza di rinvio a giudizio è stata presentata dai pubblici ministeri Luigi Luzi e Guido Schininà, con il coordinamento del procuratore aggiunto Roberto Pellicano. Il procedimento entrerà quindi nella fase dell’udienza preliminare, durante la quale il giudice dovrà valutare gli elementi raccolti dagli inquirenti.
La richiesta non equivale a una condanna né stabilisce responsabilità definitive. Spetterà al giudice decidere se esistano i presupposti per disporre il processo nei confronti degli indagati e della società coinvolta.
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Le contestazioni sui fallimenti
Al centro dell’indagine ci sono le vicende societarie di Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl. Per questi casi vengono ipotizzati, a vario titolo, i reati di bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato.
Gli accertamenti erano stati affidati al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza. Le indagini si sono concluse a metà luglio; dopo quella chiusura, la Procura ha formalizzato la richiesta di processo ora sottoposta all’esame del giudice.
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