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Attualità 2 min di lettura16 min fa

Airbnb cambia le pulizie: dal 20 novembre stop alle richieste più pesanti

La piattaforma restringe gli obblighi imposti ai viaggiatori e chiede che ogni regola della casa sia indicata chiaramente prima della prenotazione.

Dal 20 novembre chi soggiorna in un alloggio Airbnb non potrà più essere obbligato a svolgere lavori domestici lunghi o particolarmente faticosi prima di andare via. La decisione arriva dopo le numerose proteste di viaggiatori che, oltre a pagare il soggiorno e spesso una quota per la pulizia, si sono trovati a dover riordinare l’appartamento come se dovessero occuparsi personalmente della preparazione per i clienti successivi.

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Stop alle faccende più impegnative

Tra le richieste che verranno vietate rientrano la rimozione delle lenzuola, il lavaggio dei piatti e altre attività che richiedono tempo o che normalmente spettano a un servizio di pulizia. La nuova impostazione punta a evitare che il costo della pulizia conviva con una lunga lista di compiti da completare alla fine della permanenza.

Non spariranno, però, tutte le indicazioni rivolte agli ospiti. Sarà ancora possibile chiedere piccoli gesti, come lasciare nel lavello le stoviglie utilizzate, purché non si trasformino in un lavoro consistente e siano proporzionati alle circostanze del luogo.


Quali richieste resteranno ammesse

Le regole consentiranno ai proprietari di formulare richieste considerate ragionevoli e legate a esigenze locali. In una zona sottoposta a limitazioni nell’uso dell’acqua, per esempio, potranno invitare i visitatori a non prolungare troppo la doccia.

Un’altra eccezione riguarda la gestione dei rifiuti nelle aree in cui è necessario proteggerli dagli animali. In questi casi si potrà chiedere agli ospiti di utilizzare contenitori specifici o di adottare precauzioni analoghe, senza imporre loro attività di pulizia complesse.

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Le regole dovranno essere visibili

Airbnb ha inoltre ridotto a sette i gruppi di condizioni che i proprietari possono fissare per i loro alloggi: limite al numero degli ospiti, fasce di silenzio, regole sugli eventi, presenza di animali, divieto di fumare, fotografie o riprese per finalità commerciali e chiusura a chiave dell’abitazione alla partenza.

Il punto centrale è che queste condizioni dovranno comparire nell’annuncio già prima della prenotazione. Non sarà più possibile aggiungere obblighi attraverso comunicazioni private successive o tramite fogli e cartelli lasciati dentro l’alloggio. In caso di violazione, la piattaforma potrà inviare un richiamo e ridurre la posizione dell’annuncio nei risultati di ricerca.


La svolta dopo le proteste

La revisione nasce dalle segnalazioni di persone che consideravano eccessivo dover pagare una tariffa per le pulizie e, contemporaneamente, occuparsi di diverse incombenze prima di lasciare la casa. Da aprile 2025, inoltre, Airbnb mostra durante la ricerca il prezzo complessivo del soggiorno, comprese le spese di pulizia.

Un portavoce della piattaforma ha spiegato che l’azienda ha raccolto le osservazioni della propria comunità, riconoscendo che le regole degli alloggi potevano risultare poco chiare, gravose e difficili da rispettare. L’obiettivo dichiarato è rendere più trasparenti le condizioni del soggiorno e limitare le sorprese al momento della partenza.

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