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Attualità 1 min di lettura6 giorni fa

Sanità, 23 miliardi dal taschino: chi guadagna davvero

La spesa out of pocket resta altissima e, tra ticket, intramoenia e prestazioni esterne, il peso finisce sempre più su cittadini e servizi convenzionati.

Nel 2024 gli italiani hanno sostenuto una spesa sanitaria di oltre 23 miliardi di euro, con una quota rilevante destinata a visite e interventi. Mentre i ticket crescono, a beneficiare dei flussi economici sono soprattutto il privato e l’attività intramoenia.


Il peso dei cittadini continua a salire

La fotografia che emerge è quella di un sistema in cui una parte crescente dei costi ricade direttamente sulle famiglie. Più di metà della spesa complessiva, secondo i dati richiamati, riguarda infatti prestazioni specialistiche e operazioni.

Il punto critico non è solo l’ammontare, ma anche il meccanismo che si è consolidato nel tempo: per ridurre le liste d’attesa, le Asl ricorrono sempre più spesso a strutture esterne. Queste prestazioni devono poi essere saldate dal servizio sanitario, con un effetto che sposta risorse verso il fuori rete.

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Privati e intramoenia assorbono le risorse

In questo quadro, il aumento dei ticket non si traduce automaticamente in un rafforzamento del pubblico. Una parte consistente dei soldi finisce invece nelle mani di soggetti privati e nell’attività svolta dai medici in intramoenia, cioè fuori dall’orario istituzionale ma all’interno delle strutture sanitarie.

Il risultato è un sistema che prova a reggere la domanda affidandosi all’esterno, proprio mentre le strutture pubbliche restano sotto pressione. Le Asl, già in difficoltà, devono così coprire costi aggiuntivi per le prestazioni acquistate, mentre i cittadini continuano a pagare di più per accedere alle cure.

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