Trump avverte l’IA: controlli più duri e stop ai modelli rischiosi
Dopo il confronto alla Casa Bianca con Musk, Zuckerberg e gli altri leader tecnologici, il presidente Usa apre alla supervisione e chiede più responsabilità alle aziende.
Donald Trump valuta una nuova forma di controllo sull’intelligenza artificiale, fino all’ipotesi di fermare i sistemi ritenuti dannosi. L’idea emersa alla Casa Bianca prevede un gruppo ristretto di esperti incaricato di sorvegliare lo sviluppo dei modelli e il loro utilizzo.
La posizione segna un’apertura alla possibilità di intervenire sugli sviluppi tecnologici, pur lasciando ancora indefiniti i poteri concreti del futuro organismo. Il presidente americano ha infatti insistito anche sulla responsabilità diretta delle aziende e sulla necessità che il settore si doti di regole interne efficaci.
Trump pensa a dieci esperti per il controllo
Secondo quanto emerso, l’amministrazione statunitense starebbe considerando la creazione di un comitato composto da 10 persone. Il suo compito sarebbe verificare che i sistemi di intelligenza artificiale vengano impiegati per finalità positive e, in caso contrario, valutare il blocco dei modelli coinvolti.
Trump ha inoltre proposto di definire la tecnologia con il termine “superintelligenza”, sostenendo che l’espressione possa rappresentare meglio la portata dei progressi in corso. A suo giudizio, gli Stati Uniti occupano una posizione di vantaggio e hanno intenzione di conservarla.
A tavola i leader della tecnologia
L’ipotesi di una supervisione è stata esaminata durante un pranzo organizzato alla Casa Bianca, al quale hanno partecipato figure di primo piano del settore. Tra gli invitati c’erano Elon Musk, l’amministratore delegato di Nvidia Jen-Hsun Huang, Mark Zuckerberg di Meta e Jeff Bezos di Amazon.
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Rivolgendosi ai presenti, Trump ha definito un privilegio collaborare con persone “molto intelligenti” e ha sottolineato la sintonia esistente tra il governo e i dirigenti tecnologici. Il presidente ha anche elogiato i risultati ottenuti dalle aziende, indicando nella loro attività un elemento decisivo per mantenere la leadership americana.
La responsabilità resta alle aziende
Rimangono tuttavia poco chiari sia il perimetro del controllo sia l’autorità che dovrebbe esercitarlo. Trump ha richiamato una combinazione tra le norme già applicate dal Dipartimento di Giustizia, dall’Fbi e da altre strutture pubbliche, e una più ampia autoregolamentazione del comparto.
Zuckerberg ha riferito che le imprese tecnologiche intendono rafforzare i propri sistemi di sicurezza attraverso controlli interni e diversi livelli di verifica. Il confronto alla Casa Bianca, dunque, non ha ancora prodotto un modello definito di vigilanza, ma ha messo sul tavolo la possibilità di un intervento pubblico qualora le garanzie offerte dalle aziende non fossero ritenute sufficienti.
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