4.000Lettori online ora
Attualità 4 min di lettura1 ora fa

Sanchez al bivio: casa e migranti per tentare la rimonta

Il premier socialista affronta il voto anticipato tra la frattura con Junts, le accuse alla sua famiglia e la rivendicazione dei risultati economici del governo

Pedro Sanchez ha scelto di accorciare la legislatura e di affidare agli elettori una partita che potrebbe decidere non soltanto la sopravvivenza del governo progressista, ma anche il futuro del leader socialista. Il voto arriva dopo la rottura con gli alleati catalani e in un momento segnato da emergenza abitativa, pressione migratoria e difficoltà giudiziarie.

La scadenza naturale sarebbe stata nel 2027. Sanchez, tuttavia, ha deciso di giocare d'anticipo dopo che Junts ha respinto in Parlamento i provvedimenti dedicati alla casa. È una scelta coerente con una traiettoria politica costruita su scommesse rischiose, ma stavolta il margine di errore appare particolarmente ridotto.


La casa diventa il campo decisivo

La crisi degli affitti si è trasformata in una delle principali fratture sociali del Paese. A riaccendere il dibattito è stato il caso di Mariacarmen Abascal, 87 anni, allontanata dalla propria abitazione di Madrid con l'intervento della polizia dopo l'aumento del canone del 275%, seguito all'acquisto dell'edificio da parte di un fondo immobiliare.

Le proteste hanno riportato in piazza movimenti simili agli indignados. A Puerta del Sol, il Sindacato degli inquilini ha organizzato un presidio permanente, mentre il governo ha presentato due decreti per bloccare gli sfratti delle persone in difficoltà economica, allungare la durata dei contratti e introdurre vincoli più rigidi sugli affitti temporanei e sugli acquisti immobiliari di carattere speculativo.

Il provvedimento è però stato bocciato dagli indipendentisti catalani di Junts, facendo mancare alla maggioranza il sostegno parlamentare. Proprio sulla gestione di questa emergenza Sanchez punta per recuperare consensi, anche se resta il problema di convincere gli elettori che le misure possano invertire una tendenza negativa accumulata nell'arco di otto anni.


Immigrazione, un'altra sfida aperta

La campagna elettorale sarà influenzata anche dagli arrivi a Ceuta. Tra il 30 e il 31 luglio, tra 60mila e 72mila persone sono entrate o hanno tentato di entrare nell'enclave spagnola dal Marocco; la maggior parte è poi tornata indietro autonomamente nei giorni successivi.

A Ceuta sono comunque rimasti migliaia di migranti, molti dei quali minorenni. Il governo è stato attaccato per le politiche di accoglienza e regolarizzazione che hanno interessato oltre un milione di persone, mentre il Partito popolare e Vox hanno trasformato il tema in uno dei principali argomenti della loro offensiva politica.

Sanchez può rivendicare anche ricadute positive sull'economia derivanti dall'inclusione dei migranti, ma dovrà affrontare una campagna nella quale sicurezza, gestione delle frontiere e integrazione avranno un peso centrale. La crisi di Ceuta offre alla destra un terreno favorevole per contestare l'indirizzo dell'esecutivo.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Il premier rilancia sui risultati

Nel discorso con cui ha annunciato le elezioni, il capo del governo ha scelto di mettere in evidenza l'andamento economico e le politiche sociali. «La Spagna ha continuato a progredire; è l'economia in più rapida crescita nell'Ue e il potere d'acquisto è aumentato tre volte di più rispetto a Francia e Germania», ha rivendicato Sanchez.

Tra i risultati citati figurano l'ampliamento delle borse di studio, dei congedi di maternità, dell'assistenza a lungo termine e dei servizi sanitari. Il premier ha inoltre ricordato il programma Next Generation Eu, la crescita delle fonti rinnovabili, dalle quali proviene più della metà dell'energia nazionale, e la scelta di non sacrificare lo stato sociale all'obiettivo di spesa del 5%.

La decisione arriva però mentre il leader socialista affronta una fase di forte isolamento. Negli ultimi mesi, inchieste giudiziarie hanno coinvolto alcuni suoi collaboratori, l'ex premier Luis Rodriguez Zapatero è stato messo fuori gioco sul piano politico, la moglie Begonia Gomez è stata rinviata a giudizio per corruzione e il fratello David è stato condannato per abuso d'ufficio.


Una carriera ancora in bilico

Sanchez, 54 anni, ha già trasformato più volte situazioni disperate in occasioni di rilancio. Nel 2016 fu estromesso dalla guida del Partito socialista perché contrario a un accordo che avrebbe consentito un nuovo esecutivo di Mariano Rajoy. Due anni dopo tornò alla guida del partito e, grazie anche al sostegno di Podemos, arrivò alla Moncloa attraverso la prima mozione di sfiducia della Spagna moderna.

Nel luglio 2023, dopo il risultato negativo dei socialisti alle amministrative, convocò un altro voto anticipato e riuscì a evitare la vittoria annunciata dei popolari. Da allora ha guidato un esecutivo di minoranza, segnando anche un primato: è stato il primo governo di coalizione a restare in carica per un'intera legislatura senza approvare un bilancio.

Quella in arrivo sarà la sua sesta campagna come candidato socialista. In caso di sconfitta, nel Psoe si aprirebbe immediatamente il confronto sulla successione, mentre una vittoria gli consentirebbe di consolidare ancora una volta la sua immagine di sopravvissuto politico. Le prossime settimane diranno se la mobilitazione sulla casa e la difesa dei risultati di governo basteranno a trasformare l'azzardo in una nuova rimonta.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere