Salute femminile, il silenzio pesa: i numeri che chiedono risposte
Una ricerca su 12mila donne europee fotografa i tabù ancora presenti tra sessualità, contraccezione, fertilità e menopausa.
«Sintomi e bisogni vengono troppo spesso normalizzati o vissuti in solitudine», osserva Maria Giovanna Labbate, amministratrice delegata di Gedeon Richter Italia. Secondo la manager, questa reticenza può ritardare il ricorso alle cure e limitare la conoscenza delle alternative disponibili, rendendo necessario un dialogo più aperto con i professionisti sanitari.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
Menopausa tra sintomi e solitudine
In Italia, le donne che attraversano la menopausa riferiscono in media 5 sintomi. Per circa la metà di loro, i disturbi si presentano con una frequenza quasi quotidiana; vampate, difficoltà nel dormire e stanchezza sono tra quelli che incidono maggiormente sulle attività di ogni giorno. Il 32%, tuttavia, non ha chiesto il parere di un medico.
La fase viene generalmente considerata un passaggio naturale, ma anche un cambiamento inevitabile difficile da accettare. Il 40% delle intervistate dice di sentirsi sola nell’affrontarla, con conseguenze sul benessere complessivo, sulla sfera sessuale e sulla salute mentale. Anche le conoscenze sui trattamenti restano parziali: soltanto un terzo delle donne con sintomi conosce le opzioni ormonali o non ormonali. Tra le 45-59enni, due su tre sarebbero comunque disponibili a valutare una terapia, mentre appena il 29% esclude le soluzioni ormonali.
La ricerca misura i tabù
È questo il quadro emerso da “Taboo Topics in Women’s Health”, indagine internazionale sostenuta da Gedeon Richter. Lo studio ha coinvolto 12mila donne tra 18 e 59 anni in Ungheria, Germania, Italia, Portogallo, Spagna e Regno Unito, con l’obiettivo di capire quando i condizionamenti sociali rendano più difficile riconoscere un problema, parlarne o cercare assistenza.
Per approfondire i risultati riferiti all’Italia, Gedeon Richter Italia ha avviato una campagna in rete insieme a quattro medici divulgatori, attraverso il proprio profilo LinkedIn. L’iniziativa si concentra sulle aree in cui il silenzio e la difficoltà a chiedere aiuto sembrano avere l’impatto più evidente.
Sessualità: problemi diffusi, poche visite
Il 60% delle italiane tra 18 e 59 anni dichiara di aver vissuto almeno una difficoltà legata alla sessualità. Nel 71% dei casi, per chi ne ha sperimentata una, il problema ricorre con regolarità. Calo del desiderio, secchezza vaginale, mancato orgasmo e dolore durante i rapporti interessano complessivamente il 51% delle donne.
Nonostante la diffusione dei disturbi, il 55% di chi li sperimenta non ha mai consultato un medico. Il dato suggerisce quanto la normalizzazione dei sintomi e l’imbarazzo possano ostacolare l’accesso a un confronto qualificato, proprio in situazioni che incidono sulla qualità della vita.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Contraccezione tra rete e consulti
Le italiane under 45 affermano di conoscere mediamente circa 7 dei 17 metodi contraccettivi considerati nell’indagine. Preservativo e pillola sono le soluzioni più conosciute e utilizzate, ma il 33% delle intervistate non ha fatto ricorso ad alcun contraccettivo nel mese precedente. Nella scelta contano soprattutto costo, praticità e affidabilità.
Il 60% cerca informazioni in rete, mentre il 55% si rivolge anche a un professionista sanitario. La situazione cambia tra le donne che effettuano una visita ogni anno: in questo gruppo, il medico è la fonte principale per il 65%. Le piattaforme digitali risultano invece più importanti soprattutto tra le 18-31enni. La pillola del giorno dopo è stata utilizzata almeno una volta dal 21% delle partecipanti e la maggioranza dichiara che la prenderebbe qualora fosse necessario.
Fertilità e pressioni sulla maternità
Anche il desiderio di avere figli è accompagnato da aspettative esterne. Il 42% delle italiane sotto i 45 anni racconta di aver ricevuto sollecitazioni da parenti o amici sulla scelta di diventare madre. La pressione aumenta tra chi sta programmando la maternità e tra le donne che tentano di concepire da oltre un anno.
Stress, ansia e tensione emotiva sono indicati dalle stesse intervistate tra gli elementi più sfavorevoli alla possibilità di una gravidanza. Nella coppia, metà delle donne parla spesso e apertamente di figli durante la ricerca del concepimento; l’altra metà lo fa meno di frequente e una coppia su dieci evita completamente il tema.
L’83% ha almeno sentito parlare del congelamento degli ovociti. Tra le donne che desiderano un figlio, l’80% indica il concepimento naturale come opzione preferita; circa la metà considera positivamente trattamenti ormonali, procreazione medicalmente assistita o adozione, mentre un terzo prenderebbe in esame anche altre possibilità. Secondo Labbate, informazione, ascolto e confronto con i sanitari sono strumenti essenziali per superare tabù ancora radicati.
Continua a leggere
Serbia, il sorpasso degli studenti è possibile: cosa dicono i numeri
Le rilevazioni divergono sul possibile vincitore, ma convergono su un dato: alle urne potrebbe presentarsi oltre il 60% degli elettori
2.250 soldati russi in un giorno: Zelensky rilancia dal fronte
Il bilancio rivendicato da Kiev supera 1,57 milioni di militari russi uccisi, mentre Trump torna a chiedere a Zelensky un’intesa per chiudere il conflitto.
Tir, la Calabria riparte ma Gela resiste: cosa succede ora
Dopo sei giorni di mobilitazione tornano le consegne di alimenti e carburante, mentre restano attivi alcuni presidi e il governo prepara un intervento da 110 milioni
Mosca sotto pressione: 630 droni nella notte, il bilancio del sindaco
Sergey Sobyanin riferisce di un massiccio attacco notturno diretto verso la capitale russa, con numerosi velivoli intercettati prima dell’arrivo in città.