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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Salis, il verdetto sui 300mila euro va rifatto: cosa succede ora

La Corte d’Appello di Milano ha annullato la decisione sul licenziamento di due ex collaboratori: il giudizio dovrà essere celebrato nuovamente.

Il contenzioso che coinvolge Ilaria Salis torna al punto di partenza. La Corte d’Appello di Milano, sezione Lavoro, ha accolto l’istanza presentata dai legali dell’europarlamentare di Avs e ha cancellato la sentenza con cui, lo scorso marzo, le era stato imposto un risarcimento complessivo di circa 300mila euro a favore di due ex collaboratori.

La decisione non chiude la controversia, ma impone al Tribunale di esaminare di nuovo il caso. Al centro resta il licenziamento dei due lavoratori, ritenuto privo di giusta causa nella pronuncia di primo grado.


La notifica ha fatto saltare il verdetto

Secondo la difesa di Salis, il procedimento sarebbe stato avviato senza che l’interessata fosse informata correttamente. Gli avvocati hanno sostenuto che ci sarebbe stato un solo tentativo di notifica, nonostante fossero disponibili sia un indirizzo di residenza noto sia una casella di posta elettronica certificata.

Questa circostanza avrebbe prodotto quella che i legali hanno definito «contumacia inconsapevole», impedendo all’eurodeputata di partecipare al giudizio e di presentare le proprie ragioni. Tra gli elementi che la difesa intendeva sottoporre ai giudici c’era anche il deterioramento del rapporto fiduciario con i due collaboratori.

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Il risarcimento ora torna in discussione

Il collegio, presieduto da Silvia Marina Ravazzoni, ha quindi ritenuto nullo il percorso processuale seguito in precedenza. Le motivazioni della Corte non sono ancora state depositate e dovranno chiarire per quale ragione la notificazione sia stata considerata irregolare.

I rappresentanti legali dei due ex collaboratori, Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto, hanno fatto sapere che la causa sarà nuovamente riassunta. «La Corte di Appello ha ritenuto la notifica del ricorso non corretta, ancora non ci sono le motivazioni per capirne il motivo. Ad ogni modo la causa verrà riassunta e non abbiamo nessun problema ad affrontare la questione nel merito», hanno dichiarato all’Adnkronos.

Il precedente riconoscimento economico, pari a circa 300mila euro, non produce dunque più effetti definitivi. La controversia dovrà essere riesaminata dal Tribunale, che dovrà valutare nuovamente sia la legittimità dei licenziamenti sia le eventuali conseguenze economiche.

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