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Sakhalin, giornalista giapponese sotto accusa: l’Fsb parla di spionaggio

Il corrispondente di Hokkaido Shimbun è stato fermato nell’Estremo Oriente russo e sarebbe stato accreditato presso il ministero degli Affari Esteri.

Un giornalista giapponese è stato fermato nella regione russa di Sakhalin, nell’Estremo Oriente del Paese. Secondo il Servizio di sicurezza federale russo, il corrispondente è sospettato di aver raccolto informazioni per conto di un’agenzia di intelligence del Giappone.

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Il fermo annunciato dai servizi russi

A riferire l’operazione è stato l’ufficio stampa dell’Fsb, che ha indicato il giornalista come un dipendente del quotidiano Hokkaido Shimbun. Il corrispondente lavorava presso la redazione di Yuzhno-Sakhalinsk, principale centro della regione.

Nel comunicato, il servizio di sicurezza ha affermato che «sono state interrotte le attività illegali» attribuite al cittadino giapponese. L’uomo, sempre secondo la ricostruzione russa, era accreditato presso il ministero degli Affari Esteri.

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L’accusa riguarda lo spionaggio

Le autorità russe collegano il fermo a una presunta attività di spionaggio condotta a favore di un organismo d’intelligence giapponese. Il comunicato non fornisce ulteriori elementi sulle informazioni che il giornalista avrebbe cercato di ottenere né sulle circostanze esatte dell’intervento.

Il caso coinvolge quindi un corrispondente straniero regolarmente accreditato in Russia, ma al momento l’unica versione disponibile è quella diffusa dall’Fsb. Non sono state indicate dall’agenzia russa altre accuse o eventuali decisioni successive nei confronti del giornalista.

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