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Attualità 2 min di lettura52 min fa

Safiya Al Sayegh dice basta al ciclismo: la scelta per la fede

Dopo Parigi 2024 e undici titoli negli Emirati, la ciclista emiratina ha deciso di chiudere la carriera per rispettare le proprie convinzioni sull’abbigliamento religioso.

La carriera di Safiya Al Sayegh si fermerà entro la fine dell’anno. La ciclista emiratina, 25 anni, ha annunciato sui social il ritiro dalle competizioni dopo aver vissuto un lungo contrasto tra l’attività sportiva e il desiderio di seguire le indicazioni della propria fede.

Al Sayegh aveva partecipato ai Giochi olimpici di Parigi 2024 e conquistato undici titoli nazionali negli Emirati Arabi Uniti. In gara si distingueva anche per l’abbigliamento: era l’unica atleta a correre con il velo e con una divisa capace di coprire interamente il corpo.

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La fede ha cambiato la sua decisione

Nel messaggio rivolto ai suoi sostenitori, la ciclista ha raccontato di aver attraversato negli ultimi due anni una profonda crisi personale. Da una parte c’erano l’amore per la bicicletta, le competizioni e lo sport; dall’altra la sua identità di donna musulmana e la convinzione che il velo e un abbigliamento più discreto fossero valori da rispettare.

“Quest’anno ho scelto di mettere al primo posto l’obbedienza ad Allah e le regole della mia religione sull’abbigliamento femminile”, ha scritto Al Sayegh. La sportiva ha spiegato di aver preferito ciò che considera corretto, pur sapendo di dover rinunciare a un’attività che ha praticato per dieci anni e che continua ad amare.

La ciclista di Dubai ha inoltre chiesto al pubblico di comprendere il significato della sua scelta. Nel suo intervento ha descritto l’islam come una religione fondata su pace, equilibrio e obbedienza al Creatore.

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Il velo e i limiti del ciclismo

Al Sayegh è diventata professionista nel 2022 e correva per UAE–Adq, formazione femminile collegata alla squadra di Tadej Pogačar. Il ciclismo su strada, però, impone generalmente tute aderenti e materiali tecnici pensati per aerodinamica, comodità e gestione della temperatura durante lo sforzo.

Queste esigenze hanno reso difficile conciliare il regolamento sportivo con il tipo di abbigliamento che l’atleta riteneva più adatto alle proprie convinzioni. La sua decisione non è arrivata dopo un singolo episodio pubblico, ma al termine di un confronto personale durato a lungo.


Una carriera oltre le gare

Nel messaggio d’addio, Al Sayegh ha detto di voler essere ricordata per la gentilezza, i sorrisi, la dedizione e l’entusiasmo mostrati durante le competizioni. Ha anche rivendicato con orgoglio l’onore di aver rappresentato gli Emirati Arabi Uniti e di aver dato il massimo in ogni momento della sua esperienza agonistica.

Parallelamente all’attività ciclistica, la 25enne ha conseguito una laurea in progettazione grafica all’Università americana di Dubai. Fa inoltre parte del consiglio direttivo del Comitato olimpico emiratino ed è sposata con Abdullah Jasim Al-Ali, ciclista impegnato nella formazione di sviluppo della UAE.

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