Sacrestani di Padre Pio, la pista Conte si ferma davanti a fra’ Fedele
Il frate 93enne, zio dell’ex premier, non vuole essere coinvolto nella vertenza dei lavoratori del santuario e racconta il suo legame con Padre Pio.
La parentela con Giuseppe Conte difficilmente diventerà la carta decisiva nella vertenza dei lavoratori del santuario di Padre Pio. Fra’ Fedele, 93 anni e zio dell’ex presidente del Consiglio, prende le distanze dall’ipotesi di coinvolgere il nipote nella vicenda dei sacrestani di San Giovanni Rotondo, oggi sostituiti nelle loro mansioni dalle suore.
Fra’ Fedele non cerca il contatto politico
I dipendenti che rischiano il posto hanno avviato un’azione legale e, nei giorni scorsi, si sono rivolti anche a Papa Leone con una lettera per chiedere attenzione sulla loro situazione. Tra le possibilità considerate ci sarebbe stata pure quella di far leva sul legame familiare tra il frate e il leader del Movimento 5 Stelle.
Fra’ Fedele, però, sostiene di non voler entrare nelle questioni politiche e dice di avere informazioni soltanto indirette. «E che deve fare? E chi lo vede, poi, mio nipote? Non è con lui che si deve parlare», ha risposto quando gli è stato chiesto se Conte potesse intervenire nella vertenza.
La versione sulla crisi del santuario
Dalla sala in cui accoglie i fedeli per le benedizioni, il religioso ha spiegato che la gestione della sacrestia è passata alle suore. Secondo il suo racconto, i sacrestani hanno contestato il trattamento economico, hanno ottenuto una decisione favorevole e ricevuto quanto spettava loro, ma in seguito sono stati sospesi.
Il frate ha aggiunto che, nonostante la sospensione, i lavoratori continuano a essere presenti e retribuiti. Una ricostruzione che si inserisce in una situazione ancora segnata dall’incertezza sul futuro dei dipendenti del santuario.
Quella visita finita nella confusione
Il rapporto con Giuseppe Conte, intanto, sembra essere rimasto sporadico. Fra’ Fedele ricorda soprattutto un incontro movimentato, durante il quale molti presenti avrebbero chiesto di fotografarsi con l’allora presidente del Consiglio. «È venuto un giorno, ha fatto baldoria, tutti volevano fare la fotografia con lui. Ma io non sono del mondo. Io sono del Vangelo…», ha raccontato.
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Il frate vive nel convento di San Giovanni Rotondo ed è uno dei fratelli di Achille Conte, padre dell’ex premier. Proprio per questo alcuni lavoratori avevano pensato che il suo legame familiare potesse contribuire a dare maggiore visibilità alla vertenza, ma lui non sembra considerare il nipote la persona a cui rivolgersi.
L’incontro con Padre Pio da bambino
Fra’ Fedele conobbe Padre Pio quando era ancora piccolo, negli anni Quaranta. La sua famiglia contava nove figli, sette dei quali maschi; il padre partiva di notte da Cerignola per accompagnare tre figli alla messa delle quattro del mattino.
All’inizio il futuro frate non comprendeva il significato di quelle visite. In seguito si avvicinò a Padre Pio e iniziò a confessarsi con lui: lo fece dai 18 ai 32 anni. «All’epoca non capivo, credevo fosse un film. Poi mi sono avvicinato a lui e mi ha confessato», ha ricordato.
Dal lavoro al convento
Prima di scegliere la vita religiosa, Fedele aveva studiato a Roma, lavorato come fotografo e aperto un’attività da ottico. Sarebbe stato Padre Pio a spingerlo verso il convento, chiedendogli in dialetto se intendesse sistemarsi o diventare frate e rassicurandolo sul destino dei genitori anziani.
Nella famiglia c’era anche Nicola, padre di Giuseppe Conte, che si trasferì a San Giovanni Rotondo per lavorare come segretario comunale. Anni dopo, in occasione della canonizzazione di Padre Pio, fra’ Fedele lesse un testo davanti ai presenti. «Leggendo, piangevo di gioia», disse allora a Tele Radio Padre Pio.
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