Russia, Putin riserva il 10% dei data center allo Stato
Il governo potrà requisire capacità privata con 24 ore di preavviso e valutare anche strutture situate all’estero
Vladimir Putin ha firmato il 2 novembre un decreto che assegna allo Stato russo il 10% della capacità dei data center privati. Le risorse potranno essere richieste con un preavviso minimo di 24 ore.
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Come funzionerà la riserva
Il provvedimento prevede una sottocommissione governativa incaricata di scegliere le strutture coinvolte e di disporne l’impiego. Lo stesso organismo stabilirà anche il tetto massimo dei compensi destinati agli operatori privati, lasciando alle autorità un ampio margine nella definizione delle condizioni economiche.
Il ministero dello Sviluppo digitale dovrà invece realizzare una ricognizione degli spazi e della capacità disponibili nei centri di elaborazione dati presenti sul territorio nazionale. La sottocommissione, con l’autorizzazione del Servizio federale di sicurezza, potrà inoltre consentire l’uso temporaneo di strutture collocate fuori dalla Russia per mantenere attivi i servizi online del Paese.
Gli attacchi alle infrastrutture
La decisione è arrivata dopo una serie di attacchi contro le infrastrutture informatiche russe. Nel mese di ottobre sono stati colpiti centri gestiti da Yandex e Sberbank, oltre ad altre strutture nelle regioni di Ryazan e Kaluga.
Il 16 ottobre droni ucraini hanno raggiunto un impianto di Yandex nella regione di Vladimir, a circa 500 chilometri dal confine con l’Ucraina. Dopo un raid dell’11 ottobre, la società aveva già riferito della sospensione completa delle attività in uno dei propri centri dati.
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Le ipotesi per proteggere i dati
La vulnerabilità delle strutture ha spinto Mosca a prendere in considerazione anche soluzioni sotterranee. Rostelecom, operatore statale delle telecomunicazioni, starebbe trattando con la società mineraria Nornickel per realizzare data center protetti sotto il livello del suolo.
Secondo le informazioni riportate dal quotidiano economico Vedomosti, questi impianti potrebbero costare dal 30% al 40% in più rispetto ai centri costruiti in superficie. La stampa statale russa ha inoltre riferito di progetti per strutture mimetizzate e dotate di sistemi anti-drone.
Il controllo sulle reti digitali
La quota obbligatoria non è legata soltanto alla necessità di fronteggiare i raid. Il decreto consente infatti alle autorità di intervenire direttamente sull’organizzazione delle infrastrutture digitali private e di disporre rapidamente di una parte delle loro risorse.
La guerra in Ucraina sta quindi accelerando la trasformazione dei data center in asset strategici per il governo russo. Oltre a proteggere i servizi nazionali e a ridurre la dipendenza dalle tecnologie occidentali, Mosca punta a rafforzare il controllo statale sulle reti informative.
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