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Attualità 2 min di lettura4 ore fa

Russia, la scommessa dell’ambasciatore: «Il sostegno italiano cresce

Alexey Paramonov sostiene che una parte consistente dell’opinione pubblica italiana contesti la linea ufficiale sull’Ucraina e guardi con interesse a Mosca.

L’ambasciatore russo a Roma Alexey Paramonov sostiene che il rapporto tra Italia e Russia continui a mantenere un nucleo di consenso, nonostante le tensioni legate alla guerra in Ucraina e alle sanzioni. In un’intervista rilasciata all’agenzia Tass, il diplomatico ha descritto un Paese diviso tra la posizione delle istituzioni e quella di cittadini, esponenti politici e rappresentanti della società civile che, a suo giudizio, rifiutano un maggiore coinvolgimento nel conflitto.


Mosca rivendica un consenso diffuso

Secondo Paramonov, il sostegno alla Russia emergerebbe soprattutto nelle discussioni online e nei messaggi inviati all’ambasciata. «La maggioranza degli italiani resiste alle pressioni della propaganda ufficiale», ha affermato, citando le numerose pubblicazioni sui social network favorevoli a Mosca e alla sua leadership.

L’ambasciatore ha inoltre sostenuto che, sulla base dei sondaggi da lui richiamati, più della metà degli italiani non condividerebbe le narrazioni considerate dominanti e sarebbe contraria all’invio di armi all’Ucraina. Nella sua ricostruzione, il sostegno militare contribuirebbe a prolungare le sofferenze della popolazione e a ritardare la conclusione della guerra, che indica ormai come entrata nel quarto anno.

Paramonov ha rivolto critiche anche ai mezzi di informazione occidentali, accusandoli di presentare una lettura fortemente ostile alla Russia. A suo parere, parte degli editorialisti italiani continuerebbe a interpretare Mosca con categorie ereditate dal confronto ideologico con l’Unione Sovietica, facendo ricorso a contenuti manipolati o falsificati.


L’“altra Italia” citata dall’ambasciatore

Nel suo intervento il diplomatico ha elencato le componenti del Paese che, secondo lui, si oppongono al coinvolgimento diretto dell’Italia nella guerra: dai partiti di opposizione agli attivisti, dagli studiosi agli artisti, fino a imprenditori, giornalisti, medici, studenti, lavoratori e agricoltori. Ha collegato questa posizione anche alla memoria storica della partecipazione italiana alla campagna di Russia durante il Terzo Reich.

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Paramonov ha rivolto un augurio di successo a quelli che definisce cittadini italiani dotati di buon senso, senza distinzione di appartenenza politica, sociale o religiosa. Nella sua lettura, queste persone contrastano le correnti favorevoli al riarmo e al confronto con Mosca, mentre le autorità ucraine e i loro sostenitori europei perseguirebbero una linea di crescente contrapposizione.


Più richieste su lingua e Russia

L’ambasciatore ha poi indicato alcuni segnali che, a suo giudizio, dimostrerebbero un interesse rinnovato per il suo Paese. Tra questi ci sono le lettere ricevute dall’ambasciata, le domande sulle possibilità di viaggio, le richieste di informazioni per studiare il russo in Italia e l’interesse per le università russe.

A questi contatti, ha aggiunto, si sommano proposte di collaborazione culturale, umanitaria ed economica. «In Italia l’interesse per la Russia è in crescita», ha dichiarato, descrivendo il tema dei rapporti con Mosca come una delle principali fratture del dibattito politico nazionale.

Paramonov considera queste iniziative l’espressione di un’Italia distinta dalle scelte dei governi in carica. Secondo il diplomatico, proprio questo segmento della società avrebbe contribuito a mantenere aperto un canale di relazioni russo-italiane improntato, nella sua definizione, all’amicizia e alla collaborazione.

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