Russia ai Mondiali di hockey: la Germania valuta il ritiro
Il Tas ha accolto il ricorso russo: l’Ucraina rischia di perdere il posto nel torneo del 2027
Il Tribunale arbitrale dello sport ha imposto alla Federazione internazionale di hockey su ghiaccio la riammissione delle nazionali russe nelle competizioni della stagione 2026-27. La decisione riguarda anche i Mondiali maschili, in programma in Germania dal 14 al 30 maggio 2027.
La pronuncia ha riacceso il confronto politico e sportivo. La Germania, contraria al ritorno della Russia, sta valutando con la propria federazione se rinunciare all’organizzazione del torneo.
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L’Ucraina rischia il posto
Il campionato tedesco è stato preparato per 16 squadre. L’eventuale ingresso della Russia obbligherebbe quindi a rivedere la composizione del torneo e l’Ucraina, ultima tra le formazioni qualificate secondo la classifica, potrebbe essere esclusa.
La nazionale ucraina aveva ottenuto sul ghiaccio la promozione nella massima divisione, tornando nell’élite mondiale dopo vent’anni. La sua possibile sostituzione avrebbe anche un forte peso diplomatico, oltre alle conseguenze sportive.
Le reazioni contro la riammissione
La Federazione internazionale ha contestato la decisione, ma ha chiarito che ne rispetterà gli effetti. L’organismo ha ribadito che sicurezza degli atleti e regolarità delle gare dovranno restare le priorità nella gestione del torneo.
Le opposizioni più nette sono arrivate da Finlandia, Repubblica Ceca e Austria. La ministra dello Sport finlandese Mika Putala ha detto che “non è il momento di farli rientrare”, mentre le federazioni ceca e austriaca hanno espresso una posizione analoga.
In Italia Thomas Rottensteiner, da poco eletto alla guida della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio, ha evitato di prendere posizione sulla scelta finale. “Per fortuna non devo essere io a decidere”, ha affermato, definendo molto complessa la situazione sul piano politico e organizzativo.
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Berlino valuta le conseguenze
Frank H. Lutz, presidente del Consiglio direttivo della Federazione tedesca di hockey, ha confermato che l’opposizione al ritorno delle rappresentative russe non è cambiata. La federazione intende ora discutere con la Federazione internazionale le possibili soluzioni.
Tra le ipotesi circolate c’è anche la rinuncia della Germania a ospitare i Mondiali. Un’eventuale revisione comporterebbe costi più elevati, nuovi calendari, trasferte da riorganizzare, modifiche alla sistemazione alberghiera e aggiornamenti delle misure di sicurezza.
La decisione del tribunale
Il collegio arbitrale ha stabilito all’unanimità che le motivazioni presentate dalla Federazione internazionale, legate a sicurezza e ordine pubblico, non fossero sostenute da prove sufficienti. Il ricorso era stato presentato dopo il rifiuto, confermato a giugno, di reintegrare le squadre russe.
Nella stessa giornata il Tas ha invece respinto due ricorsi riguardanti il curling. Uno era stato presentato dalla federazione russa contro la gestione degli atleti della categoria giovanile; l’altro contestava il mantenimento dell’esclusione delle squadre russe adulte dalle competizioni di World Curling fino alla fine del 2026.
Le regole negli altri sport
Nel calcio, Fifa e Uefa hanno mantenuto l’esclusione delle rappresentative russe dalle competizioni internazionali dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022. World Athletics ha conservato restrizioni analoghe per gli atleti russi.
Il Comitato olimpico ha adottato invece un criterio diverso, consentendo il ritorno graduale di alcuni concorrenti in forma neutrale, senza bandiera né inno nazionale. La sentenza sul caso dell’hockey lascia così aperti nuovi confronti tra federazioni, governi e organizzatori del torneo.
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