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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Qeshm, raid Usa sull’isola strategica per Hormuz

L’operazione è stata definita difensiva: l’isola ospita una base navale, missili sotterranei e un impianto di desalinizzazione.

Le forze statunitensi hanno colpito con raid circoscritti l’isola iraniana di Qeshm, all’ingresso dello Stretto di Hormuz. L’operazione è avvenuta a poche ore dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

Secondo tre ufficiali Usa, l’intervento aveva carattere difensivo e mirava a proteggere le installazioni americane presenti nella regione. Uno di loro ha spiegato: «Si tratta di una misura difensiva, perché gli iraniani usano missili terra-aria contro le installazioni statunitensi».

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La posizione di Qeshm

Qeshm si trova a circa 14 miglia da Bandar Abbas, il principale porto iraniano affacciato sul Golfo Persico. La sua collocazione consente di controllare uno dei passaggi marittimi più delicati per il trasporto globale di petrolio e gas.

L’isola si estende per circa 1.400 chilometri quadrati ed è considerata la più grande nell’area dello Stretto di Hormuz. La vicinanza alla costa iraniana e alle rotte navali ha accresciuto il suo peso militare, soprattutto nei piani di Teheran per sorvegliare e condizionare il traffico nello stretto.


Basi e strutture militari

A Qeshm si troverebbero un grande complesso missilistico sotterraneo, una base navale e un impianto di desalinizzazione di rilievo. Proprio la presenza delle strutture militari avrebbe trasformato l’isola da meta turistica in una postazione avanzata della Repubblica islamica.

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Nei mesi scorsi l’isola era stata descritta come una sorta di piattaforma navale difficile da neutralizzare. Gli analisti l’hanno collegata alla strategia iraniana basata su una forza navale asimmetrica, mentre il generale libanese in pensione Hassan Jouni aveva parlato di una vera “città missilistica” costruita nel sottosuolo.


La popolazione e i precedenti

Qeshm conta circa 148.000 abitanti, in prevalenza sunniti. Prima della crescente attenzione militare, l’isola attirava visitatori per i suoi paesaggi e per le caratteristiche naturali.

Il territorio era già stato coinvolto nelle tensioni tra Washington e Teheran. A marzo l’Iran aveva accusato gli Stati Uniti di aver reso inutilizzabile uno degli impianti di desalinizzazione presenti sull’isola.

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