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Attualità 4 min di lettura1 ora fa

Ruinart presenta Blanc Singulier, tre Champagne legati al clima

La collezione riunisce tre edizioni a dosaggio zero, nate da vendemmie segnate da caldo, siccità e raccolte anticipate.

Ruinart ha creato Blanc Singulier, una collezione dedicata alle diverse espressioni dello Chardonnay nelle annate più condizionate dal clima.

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Il millesimato del 2013

La degustazione si è conclusa con Dom Ruinart Blanc de Blancs 2013, prodotto da una sola vendemmia e assaggiato tredici anni dopo la raccolta. Il vino ha trascorso almeno nove anni sui lieviti, con maturazione in bottiglia chiusa da un tappo di sughero, e presenta un dosaggio di 5,5 grammi per litro.

L’affinamento prolungato e la complessità raggiunta hanno reso questa bottiglia il momento più significativo dell’incontro. Il confronto si è svolto il 20 ottobre da Olmo, il ristorante di Davide Oldani a Cornaredo, alla presenza di Florence Boubée-Legrand, enologa di Ruinart.


I piatti serviti da Oldani

La cucina ha accompagnato i vini senza sovrapporsi agli assaggi. Il Blanc de Blancs in magnum è stato proposto con una coda di scampo avvolta in una sfoglia croccante, insieme a peperoncino d’Espelette e finger lime.

Per l’Édition 20 sono arrivati sgombro confit, carota, arancia, uvetta e pinoli. L’Édition 19 ha accompagnato astice blu arrosto, patate allo zafferano e un raviolo di rapa; all’Édition 18 sono stati abbinati gnocchi di patate, funghi affumicati e germogli.


Una memoria costruita nel bicchiere

Una maison di Champagne non propone soltanto bottiglie: attraverso gli assemblaggi cerca di riprodurre nel tempo una fisionomia riconoscibile. Ruinart lavora ogni anno con uve raccolte in condizioni diverse, affidandosi a una combinazione di vini d’annata e riserve per conservare una continuità stilistica.

Il suo Blanc de Blancs è ottenuto esclusivamente da Chardonnay, proveniente da circa 25-30 cru distribuiti soprattutto tra Côte des Blancs, Montagne de Reims, Sézannais e Vallée de la Vesle. I vini di riserva contribuiscono a bilanciare freschezza e morbidezza, due caratteristiche associate all’identità della maison, fondata a Reims nel 1729.


Il clima cambia la materia prima

Tra il 1961 e il 2020, secondo il Comité Champagne, la temperatura media dell’area è cresciuta di 1,8 gradi. Oggi la raccolta comincia mediamente venti giorni prima di quanto accadesse tre decenni fa, mentre il risveglio anticipato delle piante aumenta il rischio di danni causati dalle gelate primaverili.

Florence Boubée-Legrand ha ricordato che nel 1976 l’avvio della vendemmia al primo settembre appariva fuori dall’ordinario. Le raccolte di agosto, invece, sono diventate una consuetudine nella regione. Una maturazione più rapida può significare più zuccheri, acidità inferiore e aromi differenti: per una casa che punta sulla freschezza, il cambiamento incide direttamente sul lavoro in cantina.

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Le tre edizioni a confronto

Blanc Singulier è nato per leggere queste trasformazioni senza rinunciare allo stile Ruinart. Il progetto è stato sviluppato sotto la direzione dell’allora responsabile delle cantine Frédéric Panaïotis e mette a confronto tre versioni, identificate dagli anni 2018, 2019 e 2020.

I numeri non indicano vini ottenuti interamente dalla vendemmia riportata. L’Édition 18 contiene l’80 per cento di vino del 2018 e il 20 per cento di riserva; nell’Édition 19 le quote sono rispettivamente del 77 e del 23 per cento; l’Édition 20 comprende il 76 per cento del 2020 e il 24 per cento di riserva.


La riserva perpetua

Per la serie è stata organizzata una riserva perpetua, alimentata nel tempo con vini successivi e utilizzata per i nuovi assemblaggi. La componente destinata all’Édition 20 ha preso forma nel 2017 ed è stata poi integrata con parti degli assemblaggi del 2018 e del 2019.

Metà dei vini della riserva è maturata in legno e l’altra metà in acciaio. Tutte e tre le edizioni condividono inoltre il dosaggio zero, cioè l’assenza di zucchero aggiunto nella fase conclusiva della produzione, dopo la rimozione dei residui della seconda fermentazione.


Le differenze tra le annate

L’Édition 18 arriva da un 2018 caldo e luminoso, con raccolta anticipata e quantità elevate. La maison vi riconosce frutta matura, agrumi canditi e una trama larga; Roger Voss, su Wine Enthusiast, le ha attribuito 94 punti su 100, descrivendo un vino concentrato e denso, ma sostenuto da tensione e note minerali.

Nel 2019 l’estate ha raggiunto picchi di 42,9 gradi. L’Édition 19 unisce frutti bianchi e agrumi a una struttura avvolgente e a una spinta fresca; Wine Spectator le ha assegnato 95 punti su 100 nel numero del 15 giugno 2025.

L’Édition 20, presentata nel 2026, completa il trittico. Dopo un inverno mite e una primavera molto soleggiata, la stagione è stata segnata dalla siccità e da vendemmie iniziate già ad agosto. Il vino ha trascorso cinque anni in cantina e propone frutta gialla, spezie e una sfumatura amaricante di mandorla sul finale.

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