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Attualità 3 min di lettura43 min fa

Berlino prepara unità militari per operare nello spazio

Il piano prevede almeno mille militari, un satellite sperimentale entro il 2027 e 35 miliardi di euro entro il 2030.

La Germania ha annunciato la creazione di una componente militare destinata alle operazioni nello spazio. Le nuove unità saranno inserite nella Luftwaffe e potranno proteggere i satelliti tedeschi, ma anche contrastare quelli di potenziali avversari.

Il progetto è stato illustrato il 21 ottobre da Holger Neumann, comandante della Luftwaffe, durante un incontro sulla sicurezza spaziale a Ottobrunn, in Baviera. «La Nato è un’alleanza difensiva. Ma se veniamo attaccati, risponderemo», ha detto il generale.

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Mille militari e lanci rapidi

Berlino non intende creare una forza autonoma sul modello della struttura spaziale degli Stati Uniti. Il personale opererà all’interno della Luftwaffe e dovrebbe raggiungere almeno mille unità. I primi sette militari sono già impegnati nella formazione per la gestione dei satelliti.

Un’altra unità dovrà invece occuparsi della possibilità di portare rapidamente nuovi dispositivi in orbita. Il ministero della Difesa sta trattando con società specializzate nei lanci per garantirsi posti disponibili in anticipo, anche prima di aver stabilito quali satelliti utilizzare. Sono in corso discussioni anche con la Norvegia per un possibile impiego militare dello spazioporto di Andøya.

La capacità di sostituire in tempi brevi un satellite danneggiato o distrutto è considerata parte della strategia di risposta. In questo modo, un eventuale attacco non comprometterebbe necessariamente per lungo tempo le comunicazioni, la navigazione, la ricognizione e la raccolta di informazioni delle forze armate tedesche.


Il programma Gismo

Il primo sistema previsto è Gismo, acronimo di German Inspector Satellite for Multiple Operations. La piattaforma servirà a sperimentare tecnologie e ad addestrare il personale; la consegna è attesa entro la fine del 2027.

Neumann ha lasciato aperta anche l’ipotesi di strumenti capaci di colpire fisicamente un satellite. «Stiamo valutando tutte le possibilità», ha affermato. Tra le opzioni esaminate figurano inoltre azioni contro le stazioni a terra e le reti di trasmissione, oltre a interventi informatici e interferenze elettromagnetiche.

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Il comando spaziale della Bundeswehr, con sede a Uedem, avrà il compito di coordinare lo sviluppo delle nuove capacità. L’obiettivo non è quindi limitato all’ispezione o alla difesa dei satelliti tedeschi, ma comprende anche la possibilità di ostacolare i sistemi di altri Paesi.


Il precedente del satellite russo

L’annuncio tedesco è arrivato dopo un episodio che ha mostrato la vulnerabilità delle infrastrutture in orbita. Nei giorni precedenti, il satellite militare russo Kosmos 2612 si era avvicinato a Iceye-X36, dispositivo radar commerciale gestito dalla filiale statunitense della società finlandese Iceye, che fornisce immagini utilizzate dall’Ucraina per attività militari.

Secondo LeoLabs, azienda specializzata nel controllo delle orbite, il satellite russo aveva seguito la traiettoria dell’altro dispositivo, riducendo progressivamente la distanza fino a poche centinaia di metri. Alcune valutazioni avevano indicato un passaggio ancora più ravvicinato. In seguito, Kosmos 2612 ha iniziato ad allontanarsi.

Mosca non ha chiarito lo scopo delle manovre. Non sono emerse prove di una collisione o di danni, ma l’avvicinamento ha mostrato come un satellite commerciale possa diventare un possibile obiettivo strategico. La Germania non ha indicato quell’episodio come origine diretta del programma, pur considerando urgente la protezione dei propri sistemi orbitali.


Investimenti fino al 2030

Il governo tedesco prevede di destinare circa 35 miliardi di euro entro il 2030 alla sicurezza spaziale militare e alle infrastrutture collegate. Le risorse serviranno a rafforzare i satelliti, le capacità operative e i sistemi necessari per mantenerne il funzionamento durante un attacco.

La nuova impostazione lascia però non definito il limite tra deterrenza e azione offensiva. Berlino non ha specificato in quali circostanze potrebbe utilizzare gli strumenti allo studio, mentre nello spazio l’attribuzione di un’interferenza può essere complessa e un’azione ostile può apparire come un incidente.

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