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Attualità 2 min di lettura6 giorni fa

Ronaldo rilancia la sfida: i 1.000 gol sono ancora nel mirino

Alla vigilia della Nations League, il portoghese ha spiegato di voler inseguire insieme il traguardo personale e un trofeo con il Portogallo, mentre il ritiro dalla Nazionale resta fuori dai suoi piani.

Cristiano Ronaldo continua a guardare avanti. Il portoghese, alla vigilia dell’esordio in Nations League, ha chiarito che non intende mettere fine alla sua avventura con la Nazionale e che il traguardo dei 1.000 gol resta un obiettivo concreto, nonostante i 21 centri che ancora gli mancano per arrivarci.


Il record dei 1.000 resta l’obiettivo

L’attaccante ha scelto di non fare una classifica tra ambizioni personali e risultati di squadra: per lui, i due traguardi possono andare di pari passo. Davanti alla domanda su cosa preferisse tra alzare un trofeo e ritoccare il proprio primato realizzativo, ha risposto che punta a entrambe le cose.

«L’obiettivo è raggiungere entrambi i traguardi: arrivare a 1.000 gol e far sì che la nazionale provi a vincere questa Nations League», ha spiegato. Il dato che gli manca per toccare quota quattro cifre è ormai ridotto: Ronaldo è fermo a 979 reti complessive, con 833 segnate nei club e 146 con il Portogallo.


Il ritorno ad Alvalade e i dubbi accantonati

La cornice della vigilia ha avuto anche un valore simbolico, perché la sfida è arrivata allo stadio José Alvalade, dove il campione aveva mosso i primi passi con lo Sporting Lisbona. Un dettaglio che ha dato ancora più peso alla sua presenza, oggi a 41 anni e ancora capitano del Portogallo.

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Ronaldo ha ammesso di aver pensato anche all’ipotesi di lasciare la Nazionale dopo l’eliminazione agli ottavi contro la Spagna. «Sì ci ho pensato. Certo, rifletto sempre sulle mie decisioni, sul mio futuro, ma anche sul presente. Sono uno che pensa; bisogna pensare. Ecco perché mi vedete qui ora, significa che continuerò», ha detto.


Con Jesus un’intesa già consolidata

A guidarlo c’è anche il nuovo ct Jorge Jesus, che lo ha già allenato all’Al-Nassr. Il tecnico lusitano si affida ancora una volta alla sua esperienza e al suo peso nello spogliatoio, mentre Ronaldo resta una figura centrale con 233 presenze in Nazionale.

Nelle sue parole c’è anche l’idea di vivere il finale di carriera con maggiore essenzialità. «Ho imparato una cosa da quando ho superato i 35 anni: vivere il momento, non pensare al domani», ha osservato. E sul futuro ha aggiunto di non avere certezze assolute, pur lasciando intendere che la storia con il Portogallo non è ancora arrivata al capitolo conclusivo.

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