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Attualità 2 min di lettura3 ore fa

Regeni, lo Stato prepara la richiesta di danni: ora si attendono le motivazioni

Tommaso Foti difende il ruolo delle istituzioni nel processo e annuncia l’azione risarcitoria dell’Italia dopo il deposito delle motivazioni della sentenza.

Il risarcimento dei danni sarà il prossimo passo dello Stato italiano nel procedimento sulla morte di Giulio Regeni. Tommaso Foti ha spiegato che l’azione potrà essere avviata quando saranno depositate le motivazioni della sentenza, considerate necessarie anche per definire come assicurarne l’effettivo rispetto.

Il ministro per gli Affari Europei è intervenuto a Tagadà, su La7, dove ha inoltre difeso la scelta delle istituzioni di costituirsi parte civile. Nel suo ragionamento ha accostato il caso Regeni alla recente disponibilità della Francia a collaborare sull’inchiesta relativa alla strage di Ustica, a 46 anni dai fatti.


Il risarcimento resta legato alle motivazioni

Poiché lo Stato italiano è parte civile, Foti ha confermato che chiederà il ristoro dei danni. La richiesta, però, non sarà presentata subito: il governo attenderà che il tribunale renda pubbliche le motivazioni della decisione.

Interpellato sulle critiche emerse dopo la sentenza e sulle parole della segretaria del Pd Elly Schlein, il ministro ha scelto di non alimentare lo scontro politico. «Sulle polemiche mi rimetterei alla sentenza, alle motivazioni della sentenza», ha detto durante la trasmissione, indicando nel deposito dell’atto il presupposto per i passaggi successivi.

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Foti rivendica il ruolo dello Stato

Secondo Foti, la presenza dello Stato nel procedimento ha avuto un peso rilevante. Il ministro ha sostenuto che la costituzione in giudizio rappresenti un segnale istituzionale importante, soprattutto in una vicenda che da anni attende risposte e sviluppi giudiziari.

Nel confronto con il caso Ustica, Foti ha richiamato anche la collaborazione annunciata dalla Francia dopo 46 anni. «La costituzione in giudizio dello Stato italiano è stata importante così come è stato importante avere il governo francese che dopo 46 anni decide di collaborare sulla strage di Ustica», ha affermato.

Per il ministro, prima di valutare le polemiche e le conseguenze della pronuncia occorre quindi esaminare il testo completo della sentenza. Solo dopo il deposito delle motivazioni, ha ribadito, sarà possibile procedere con la richiesta di risarcimento e con le iniziative necessarie a dare attuazione alla decisione.

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