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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Roma, capibara arancione balla alle spalle dell’inviata Tg2

Francesca Russi raccontava la mobilitazione in via XX Settembre quando il manifestante ha iniziato a saltare dietro di lei.

Un manifestante vestito da capibara arancione ha attirato l’attenzione durante il collegamento dell’inviata del Tg2 Francesca Russi dai cortei di Roma. Alle sue spalle, l’uomo ha saltato e improvvisato piroette per tutta la durata del servizio.

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Il collegamento da via XX Settembre

Russi si trovava in via XX Settembre per riferire sugli spostamenti della mobilitazione, che venerdì 30 ottobre ha coinvolto sette città italiane. Nella capitale, i partecipanti si erano ritrovati dalle 8 in diversi punti, prima di dirigersi verso la stazione Termini e piazza della Repubblica.

Nel servizio, la giornalista ha spiegato che il percorso era controllato dall’alto sia da un elicottero sia da un drone della Polizia, incaricato di seguire i movimenti e segnalare eventuali deviazioni. La strada era inoltre presidiata da un cordone di agenti in tenuta antisommossa, che impediva il passaggio.


Il costume e le reazioni online

Mentre la cronista parlava delle misure di sicurezza, il manifestante in costume è comparso alle sue spalle. Il travestimento arancione si è distinto tra la folla: l’uomo ha continuato a saltare, girare su se stesso e muoversi come se volesse coinvolgere gli altri partecipanti.

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Il collegamento ha così assunto un tono inatteso e il video è stato rilanciato sui social. Un utente, commentando con ironia la scena, ha scritto: «Non mi stupirei se #Meloni postasse un video in cui lo accusa di qualunque cosa».


La sicurezza nella capitale

Nel resoconto sono state ricordate anche le altre misure adottate a Roma per contenere i rischi di disordini. Diversi esercizi commerciali hanno chiuso le saracinesche dopo gli episodi registrati a Milano nel fine settimana del 17 e 18 ottobre.

Secondo quanto riferito durante il servizio, oltre 1500 tra agenti e militari erano impegnati nella sorveglianza dei luoghi ritenuti sensibili. Tra questi figuravano gli edifici istituzionali, le stazioni della metropolitana e monumenti come il Colosseo.

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